Ape, Sia e pensioni minime: la Legge di Stabilità cambia tutto?

05 settembre 2016 ore 20:32, Luca Lippi
In programma ci sono i vari tavoli per discutere e dare una forma concreta alla riforma delle pensioni, soprattutto si dovranno mettere a punto gli ultimi particolari (soprattutto riguardo le coperture) perché tutto deve essere perfettamente adeguato alla portata della Legge di Stabilità 2017. 
Ecco allora già programmate le varie date degli incontri che sono il 6, il 7, il 12 e il 21 settembre; durante questi incontri che saranno alcuni tecnici (il 12 settembre) altri politici (Confronto governo e sindacati), si definiranno le sorti degli italiani sul tema del lavoro e delle pensioni.
Argomenti all’ordine del giorno sono sicuramente l’ APE e le pensioni minime
La prima si farà: ogni lavoratore potrà così abbandonare il lavoro tre anni prima della naturale scadenza il tutto a fronte della sottoscrizione di un prestito ventennale, L’altro capitolo in Legge di Stabilità sarà costituito dalla lotta alla povertà già partita con la nascita del Sia. Poi c’è la questione delle ricongiunzioni onerose.
Vediamo di capire bene di cosa si tratta:
l’Ape, l’anticipo pensionistico, vuole garantire un accesso alla pensione per i lavoratori dipendenti prima di raggiungere i requisiti anagrafici previsti per la pensione di vecchiaia (attualmente oltre a 20 anni di contributi servono 66 anni e 7 mesi di età, ridotti di un anno per le donne del comparto privato). L’alternativa principale è la pensione anticipata, che si ottiene con 42 anni e 10 mesi di contributi (uno in meno per le donne) indipendentemente dall’età, ma l’anticipo sull’età nei fatti si ottiene solo se si è iniziato a lavorare prima dei 24 anni (66-42) e non si hanno buchi contributivi.
Inoltre i requisiti sono soggetti all’adeguamento alla speranza di vita, tant’è che quelli per la vecchiaia dal 2012 a oggi sono cresciuti di 7 mesi e, a legislazione invariata, nel 2021 non potranno essere inferiori a 67 anni per tutti.

Ape, Sia e pensioni minime: la Legge di Stabilità cambia tutto?

Il meccanismo introdotto dalla riforma del 2011 per garantire l’equilibrio del sistema da una parte ha determinato un imprevisto consistente aumento dell’età minima per molti lavoratori, dall’altra rischia di dare vita a una eterna rincorsa alla pensione, dato che l’asticella si sposterà automaticamente sempre più in là se la durata della vita media dovesse continuare a crescere. 
Questi effetti sono confermati dai dati sui flussi di pensionamento che testimoniano un generale rallentamento, salvo poi registrare delle accelerazioni non appena raggiungono i minimi richiesti quelle categorie di contribuenti rimasti penalizzati dalle nuove regole. La “fame” di anticipo si vede anche dal successo della “opzione donna”, nonostante la penalizzazione per il calcolo dell’assegno con il sistema contributivo.
La ricongiunzione dei contributi, che consiste nel riunire in un’unica gestione la contribuzione presente in casse diverse, è sicuramente un ottimo modo per arrivare prima alla pensione e per ottenere un assegno più alto, in quanto i versamenti sono considerati come se fossero da sempre stati accantonati nella gestione previdenziale di destinazione.
Tuttavia, si tratta di un’operazione effettuata di rado, perché ha dei costi molto elevati, specie per chi è vicino alla pensione: la previsione della ricongiunzione gratuita, almeno per le gestioni facenti parte dell’Inps, consentirebbe dunque l’uscita dal lavoro a una platea molto ampia di beneficiari.
Riguardo la lotta alla povertà, è già partito il 2 settembre scorso il Sostegno per l'inclusione Attiva (Sia);  la misura prevede l'erogazione di un beneficio economico alle famiglie in condizioni disagiate. 
Si tratta di una misura per far emergere la povertà reale delle famiglie e finalizzata a creare percorsi di inserimento nel mondo del lavoro. 
La richiesta del beneficio deve essere presentata da un componente del nucleo familiare al Comune di appartenenza mediante la compilazione di un modulo (predisposto dall'Inps) con il quale, oltre a richiedere il beneficio, si dichiara il possesso di alcuni requisiti necessari per l'accesso al programma. 
Poiché nella valutazione della domanda si tiene conto delle informazioni già espresse nella Dichiarazione Sostitutiva Unica utilizzata ai fini Isee, è importante che il richiedente sia già in possesso di un'attestazione dell' Isee in corso di validità al momento in cui fa la domanda per il Sia. 
A fronte di tutto questo c’è da tenere presente la contabilità pubblica e quindi le compatibilità, l’importo che è stato sommariamente calcolato sarebbe di due miliardi di euro, ma ancora non si capisce come con questa disponibilità si riesca anche a fare entrare l’aumento delle pensioni minime, a tale proposito dobbiamo necessariamente aspettare gli sviluppi di tutte le discussioni tecniche che, come già anticipato, dovrebbero vedere la luce nell’ultimo incontro in programma del 21 settembre prossimo.
Quindi a rischio sono soprattutto gli aumenti delle pensioni minime, e siccome la promessa è stata fatta, a rischio è più di tutto la platea delle persone che potranno concorrere a ottenere il beneficio promesso. Ago della bilancia sarà l’Isee (l’indicatore patrimoniale delle famiglie), intanto però non possiamo fare altro che attendere gli ulteriori e certi sviluppi della situazione ancora in itinere. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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