Cernobbio, Sapelli: "Alzare le pensioni per rilanciare l'economia. Cernobbio fiera della vanità"

05 settembre 2016 ore 13:40, Marco Guerra

“Senza reddito minimo alzare le pensioni resta l’unico modo per far un po’ di equità e rilanciare i consumi interni”, l’economista Giulio Sapelli ha commentato per IntelligoNews le proposte sul sistema previdenziale enunciate a Cernobbio da ministro Giuliano Poletti. “Prima della produttività vengono investimenti e occupazione” ha spiegato Sapelli riguardo al tema del lavoro. 

Cernobbio, Sapelli: 'Alzare le pensioni per rilanciare l'economia. Cernobbio fiera della vanità'
Il Ministro del Lavoro Poletti ha detto che le priorità sul fronte previdenziale sono le pensioni minime, l'anticipo pensionistico e le ricongiunzioni onerose. E' d’accordo?

“Sì tutto sommato sì, questi tre interventi sono senza dubbio cose importanti ma bisognerebbe anche verificare se abbiamo risolto il problema degli esodati”.

Secondo il governo sarebbero necessari appena due miliardi…

“Su questo non posso pronunciarmi, di certo bisogna parlare con L’Inps e lavorare sodo con loro”. 

Si può dire però che non sono interventi impossibili da realizzare, insomma sono alla portata della nostre casse?

“No, assolutamente non sono interventi impossibili, e poi anche non fossero alla portata bisognerebbe realizzarli in tutti i casi, in primis perché c’è un problema di equità sociale e in secondo luogo c’è bisogno di sollevare la domanda interna. La stagnazione dura da anni e il primo modo per rimettere in moto la domanda interna è, in tutto il mondo, alzare le pensioni. Per non parlare poi del fatto che in tutto il mondo occidentale c’è un reddito minimo garantito, a partire dalla liberista Gran Bretagna fino alla solida Germania; in Italia non c’è ed è una vergogna, e questo spiega anche perché non cresciamo. Allora se non mettiamo un reddito di cittadinanza almeno alziamo le pensioni. Lasciamo perdere se servono due o tre miliardi, i soldi si trovino e si sfori anche il tetto del debito, tanto non succede niente se lo sforiamo”.

In tema di lavoro la parola chiave del futuro resta “produttività”?

“Il futuro non è la produttività ma l’occupazione, e politiche per trovare l’occupazione. Poi la produttività è una conseguenza degli investimenti, quello che crea lavoro è la possibilità di fare profitti. Queste sono cose elementari che non vengono mai meno. Il problema di fondo è investire per fare ricchezza. Se c’è la possibilità per le imprese di guadagnare allora si crea occupazione. Ovviamente l’impresa è produttiva se è competitiva ma non è che la produttività viene prima di tutto. Quello sulla produttività è un modo di ragionare demagogico…stupido direi. Ripeto si crea occupazione se le imprese fanno utili, per fare utili devono investire, ma cosa c’entra la produttività? La produttività è una conseguenza dell’investimento”.

La Camusso, sempre da Cernobbio, ha rilancio l’idea della patrimoniale…

“Sarebbe una cosa buona che i sindacati non andassero più Cernobbio. È una sfilata inutile, se i sindacati italiani fossero come quelli americani e tedeschi a Cernobbio non andrebbero. A me, infatti, quello dice la Camusso da Cernobbio interessa poco o nulla. E poi è una follia parlare di patrimoniale quando abbiamo bisogno che la gente investa. La Camusso non sa cosa dice ed è meglio che non vada a questi meeting degli industriali. Assemblea inutile e di vana gloriosi”.

Quindi il bilancio di Cernobbio secondo lei qual è?

“Zero! È una fiera della vanità”. 


autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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