G20: gli affari di Renzi in Cina. Gli incontri

05 settembre 2016 ore 20:31, Luca Lippi
Il G20 sulla crescita è un confronto formale sulle politiche internazionali dei 20 paesi più industrializzati, il gruppo dei 20  è formalmente  un forum dei ministri delle finanze e dei governatori delle banche centrali, creato nel 1999, dopo una successione di crisi finanziarie per favorire l'internazionalità economica e la concertazione tenendo conto delle nuove economie in sviluppo. Di esso fanno parte i 19 paesi più industrializzati (quelli del G8 in primis) con l'eccezione di Spagna, Paesi Bassi e Svizzera, ed è presente ovviamente  l'Unione europea.
Il G20 rappresenta i due terzi del commercio e della popolazione mondiale, oltre all'80% del Pil mondiale. Sono presenti anche alcune tra le maggiori organizzazioni internazionali.
A questo incontro partecipa anche Matteo Renzi che ha colto l’occasione per cercare di promuovere il nostro Paese in Cina.
Nel primo incontro con il presidente Xi Jinping, il premier ha ricordato che “l’ amicizia tra Italia e Cina è molto forte e affonda le sue radici nel passato”.  Da parte sua, il presidente cinese ha ribadito la volontà del suo Paese di lavorare con l’Italia per promuovere la partnership strategica bilaterale e ha proposto che i due Paesi continuino a fidarsi reciprocamente l’uno dell’altro su questioni riguardanti interessi e preoccupazioni chiave, rafforzando anche gli scambi politici. 
Renzi, facendo riferimento alla lunga storia di amicizia tra le due nazioni, da parte sua ha detto che l’Italia vorrebbe aumentare la collaborazione con la Cina nei settori di economia e commercio, finanza, costruzioni, cultura e sanità.
A Hangzou Renzi ha poi avuto una colazione con un gruppo di importanti imprenditori, protagonisti dell’economia cinese. 
Tra loro il presidente del gruppo Suning (che ha da poco acquistato l’Inter), i responsabili di Bank of China, di Fosun, di polygroup e i vertici del grande gruppo immobiliare e di costruzoni Vanke (che ha tra l’altro realizzato il padiglione cinese all’Expo). E ancora, il responsabile di State Grid of China e della National chemical corporation, il maggiore ente di distribuzione di energia elettrica in Cina. Al centro degli argomenti trattati durante l’incontro, ci sono le opportunità e lo sviluppo degli investimenti italiani in Cina e viceversa.  
Dice Renzi a proposito dello scambio commerciale con la Cina: "Gli investimenti tra Italia e Cina sono cresciuti a 38 miliardi di interscambio e in aumento" ha sottolineato Renzi." Ma è ancora poco. Non solo perché altri paesi dell'Unione europea sono nettamente più avanti di noi ma perché 38 miliardi sono mal distribuiti: 28 di import e 10 di export. Non va bene. Dobbiamo fare di più, dovete fare di più. Chiedeteci che cosa possiamo fare per voi, ma tutti insieme dobbiamo fare di più. La trasformazione in atto in Cina è molto interessante da questo punto di vista perché più si allarga la fetta della classe media e più ci sarà necessità di prodotti di qualità per lo straordinario e immenso popolo cinese e quindi le aziende italiane potranno esportare di più", il medesimo discorso sarà poi ribadito nell’incontro del premier con gli studenti dell'Università Tongji a Shanghai. Nel corso dell'incontro con gli imprenditori cinesi, a quanto si apprende, è stato tra l'altro manifestato "grande interesse" per le riforme portate avanti dal governo italiano.

G20: gli affari di Renzi in Cina. Gli incontri

Incontrando poi gli studenti della Università Tongji a Shanghai, ha ribadito: “Siamo ai primi due posti del ranking dei siti Unesco, se ci guardiamo indietro abbiamo una straordinaria eredità ma la sfida è costruire il futuro". 
E aggiunge:  "Viviamo un tempo nel quale il più grande valore da difendere è la costruzione di un futuro basato su speranza, innovazione, talento, curiosità. Questo valore non è facile da costruire in due Paesi straordinariamente ricchi di passato. Abbiamo sintonia nel campo culturale, se guardiamo indietro scopriamo una straordinaria eredità. Ma quello che ci serve oggi è costruire il futuro. Per questo accanto ai lavori politici, nell'azione di governo del nostro paese è prioritaria l'universita”.

Punto di particolare interesse riguardo la tre giorni del G20 durante i quali il Premier ha svolto diversi colloqui e incontri per sviluppare i rapporti con la Cina, è l’accordo siglato con il gruppo Alibaba per la tutela del Made in Italy.
E’ stato firmato (lo dichiara ufficialmente il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Martina) un accordo con Alibaba per promuovere le eccellenze agroalimentari del nostro Paese e combattere i falsi, dal parmesan al prosecco contraffatto. Un'intesa che consentirà ai produttori italiani di poter soddisfare la crescente domanda di Made in Italy sulla piattaforma cinese che conta oltre 430 milioni di consumatori. 
Dichiara con soddisfazione il Ministro Martina: “Gli accordi con Alibaba rappresentano un punto concreto della nostra strategia di sostegno al Made in Italy agroalimentare nel mondo, che sfrutta anche formule innovative per tutelare e promuovere i prodotti di qualità. Siamo riusciti a garantire ai nostri marchi geografici un livello molto alto di protezione sulla piattaforma cinese. Un risultato fondamentale che, in sede di Wto, inseguiamo da decenni e che invece sul web siamo riusciti a costruire in pochi mesi e con risultati eccezionali. Sul versante della promozione avevamo preso l'impegno a Vinitaly per essere protagonisti nella giornata del vino il 9/9 e lo abbiamo mantenuto: il mercato cinese offre opportunità che vanno colte subito". 
L'alleanza con Alibaba per contrastare la contraffazione è iniziata lo scorso anno e i numeri sono impressionanti: impedita la vendita mensile di 99mila tonnellate di falso parmigiano, 10 volte di più della produzione autentica, o di 13 milioni di bottiglie di Prosecco che non arrivava dal Veneto. 
Una tutela che con questo accordo viene estesa dalla piattaforma b2b, accessibile solo alle aziende, a quella b2c, dando garanzia ai 430 milioni di utenti della rete di siti di Alibaba che potranno acquistare vero Made in Italy. Per individuare i falsi il Ministero delle politiche agricole ha costituito una task force operativa dell'Ispettorato repressione frodi che quotidianamente cerca i prodotti contraffatti e li segnala ad Alibaba. 
Con il nuovo accordo Alibaba si impegna a promuovere momenti di educazione dei venditori e dei consumatori sull'importanza delle indicazioni geografiche alimentari. Non solo protezione, ma anche promozione. 
L'Italia investe per valorizzare le proprie eccellenze enogastronomiche sul sito cinese. Si parte con il vino nella giornata dedicata a questo prodotto su Alibaba, il 9 settembre. Un evento speciale presentato in anteprima mondiale allo scorso Vinitaly proprio da Jack Ma, fondatore di Alibaba. 
Da quel momento le aziende vitivinicole italiane presenti sulla piattaforma sono passate da 2 a 50 con oltre 500 etichette. Per la giornata del vino, poi, è prevista una forte azione di comunicazione realizzata da Ministero delle politiche agricole, Ministero dello Sviluppo Economico e Ice con un target mirato sui consumatori che spendono di più su Alibaba. 
Un impegno destinato a essere ulteriormente rafforzato nelle prossime settimane grazie all'inserimento della Cina nei target strategici per gli investimenti del piano straordinario di internazionalizzazione con l'obiettivo di accompagnare le aziende italiane in un mercato dal potenziale di crescita molto interessante. Basti pensare che nei primi cinque mesi del 2016 le importazioni cinesi di vino sono cresciute del 42%, raggiungendo la quota di 1 miliardo di euro.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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