Fuoco incrociato su Renzi: tutte le voci dall’Italia e dall’estero…

06 agosto 2014 ore 13:50, Lucia Bigozzi
Fuoco incrociato su Renzi: tutte le voci dall’Italia e dall’estero…
Fuoco incrociato su Palazzo Chigi. Dall’Italia e dal resto del mondo. Tutti gufi?
BORDATE DALL’ESTERO. I dati Istat rimbalzano a Bruxelles e il giudizio che segue parla da solo: la ripresa economica “tarda ad arrivare, ci aspettiamo impatto negativo sulle finanze pubbliche”. Lo dice il portavoce della Commissione Ue agli Affari economici. Dai siti internazionali arriva la prima sonora bocciatura per Renzi salutato solo sei mesi fa come il nuovo che avanza. “L’Italia ripiomba in recessione”, titola il sito della Bbc, osservando che “l’inattesa contrazione del Pil è un colpo per il premier Renzi, arrivato al potere promettendo le riforme e di rilanciare l'economia”. Per il quotidiano francese Le Figaro il calo del Pil italiano nel secondo trimestre “è più marcato delle previsioni pessimistiche” di alcuni economisti. Il Financial Times dedica l’apertura del sito on line al caso Italia: “L’economia italiana è di nuovo in recessione”. E sottolinea come le nuove cifre “accrescano le pressioni sul giovane premier riformista Matteo Renzi perché approvi un aggressivo piano di riforme, mentre crescono le critiche interne per non averlo ancora fatto”. BORDATE DALL’ITALIA. Dal fronte delle opposizioni Renato Brunetta (Fi) considera i dati Istat “oltre le più cupe previsioni” e “convoca” il ministro Padoan alla Camera per spiegare la situazione: “Non solo possiamo definitivamente abbandonare l'illusione del +0,8% contenuto nel Def di Renzi, che, tra l'altro, ad aprile giudicava 'molto prudente' questa cifra, ma diventa sempre più realistico pensare che la crescita del prodotto interno lordo italiano sarà negativa anche nel 2014. Con quel che ne consegue in termini di trascinamento sul 2015, di tasso di disoccupazione, di rapporto deficit/Pil e di pareggio strutturale di bilancio”. Perplessità anche dalle file della maggioranza con il senatore Maurizio Sacconi (Ncd) che sollecita il governo a “riforme strutturali straordinarie” per “cambiare il mercato del lavoro, il sistema tributario, la pubblica amministrazione con particolare riguardo alla giustizia”. Per l’ex ministro del Lavoro “questa è l’ora delle grandi scelte, come il superamento dell'articolo 18 dello statuto dei lavoratori. Verrebbe da dire: quando, se non ora?”. Lega scatenata con Massimiliano Fedriga che commenta caustico: “Le balle di Renzi vengono a galla e fanno pagare il conto della crisi a imprese e cittadini”, mentre i parlamentari grillini sul blog di Grillo scrivono: “Nessuna slide propagandistica può nascondere la verità sostanziale: il Paese è fermo, è ufficialmente in recessione tecnica”. E pensare, aggiungono che “quando, in primavera, Renzi e il ministro dell'Economia Padoan previdero una crescita a +0,8% a fine 2014, aggiunsero che si trattava di una stima prudenziale. Oggi quel tasso di avanzamento del Pil è addirittura una chimera. I conti sono allo sbando, la logica dell'austerity continua a dominare e in autunno potrebbe scatenarsi una nuova tempesta finanziaria sul nostro debito. Nel frattempo troppe mani sembrano aggrapparsi al timone dell'economia, strattonandolo di qua e di là”. Sel con Nicola Fratoianni lamenta “l’assenza di qualsiasi idea su come uscire dalla crisi” e chiede di “mettere radicalmente in discussione i trattati europei e la politica di austerità che continuano ad aggravare gli effetti della crisi”. Sul fronte sindacale, Raffaele Bonanni leader Cisl insiste sul “taglio più vigoroso e strutturale delle tasse su lavoratori ed imprese che investono”. Sgravare “fortemente le tasse sul lavoro è un'operazione che hanno fatto praticamente tutti i Governi europei e che noi non vogliamo compiere perché non si vogliono intaccare i soldi della spesa pubblica improduttiva del 'presepe' sempre uguale a se stesso di istituzioni ed amministrazioni: lì è il punto politico che il governo Renzi ed il Parlamento dovranno affrontare”.
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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