Meluzzi: "Schettino a La Sapienza, chi l'ha chiamato ha fatto un affare. Pantani? È stato ucciso"

06 agosto 2014 ore 16:34, Adriano Scianca
Meluzzi: 'Schettino a La Sapienza, chi l'ha chiamato ha fatto un affare. Pantani? È stato ucciso'
“Schettino alla Sapienza? Chi l'ha invitato ha fatto un affare, è uscito dall'anonimato. Nell'età dell'apparire questo è tutto. Del resto dalla Sapienza la cosa non mi stupisce...”. È polemico, il professor Alessandro Meluzzi, circa la comparsata del comandante della Costa Concordia in un seminario universitario. Che sul caso Pantani dice: “La vicenda è ormai irricostruibile ma per me l'hanno ammazzato”. Professore, che effetto le fa Schettino alla Sapienza? «È la neutralità espansiva della notorietà». Prego? «Noi viviamo nell'età dell'apparire. Ci viviamo da molto tempo in verità. Solo l'apparire ha valore e ce l'ha al di là del fatto che famoso e famigerato tendano sempre più a diventare sinonimi. È il vecchio discorso: bene o male purché se ne parli». Ma può un professore universitario ragionare come un teenager in fila per partecipare a un reality? «Quel professore ha fatto un affare. Senza Schettino quel seminario sarebbe rimasto nell'anonimato, così ha prodotto ben altro effetto». Un docente, però, non dovrebbe puntare a “uscire dall'anonimato”. Il significato della sua professione è un altro... «Ma nell'età dell'apparire il significato è nulla mentre il significante è tutto, come direbbe Roland Barthes. Del resto siamo tutti complici di questo meccanismo. Anche lei. Anche io. In fondo ne stiamo parlando, no?». Che effetto può avere sugli studenti la presenza di un uomo come Schettino in veste di “esperto”? «Mah, lo stato dell'università pubblica è tale che Schettino non aggiunge e non toglie nulla. All'università hanno parlato rockstar, nani, ballerine, Benigni, cosa cambia la presenza di Schettino? Certo, ad Harvard non avrebbe parlato, ma alla Sapienza la cosa non mi stupisce». Cambiamo argomento: in Francia entra in vigore una nuova legge che sancisce il “diritto all'aborto” puro e semplice. Che impressione le fa? «Si tratta di una scelta strategica. Ci sono due corpi, quello della madre e quello del bambino. Il primo vale tutto, il secondo vale zero. Secondo me dovrebbero avere entrambi dei diritti, sia la madre che il bambino, ma il coro di quest'ultimo è piccolo e impotente. In Francia hanno fatto una scelta di potenza, diciamo così». Caso Pantani: lei ci crede a questa riapertura del caso? «Guardi, noi siamo il paese dei cold case che diventano improvvisamente hot case per poi tornare subito nel dimenticatoio. La nuova inchiesta mi sembra una tempesta in una tazza di the. Credo che quello che accadde nelle ultime ore di Pantani sia ormai totalmente irricostruibile, questa è solo una tempesta mediatica. Certo, i fatti restano misteriosi. E dall'idea che mi sono fatto ci sono ottime probabilità che Pantani sia stato assassinato».
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