Putin, missione Polo nord. La Russia vuole l'Artico

06 agosto 2015, Adriano Scianca
Putin, missione Polo nord. La Russia vuole l'Artico
La Russia punta al Polo Nord. Mosca ha presentato formalmente davanti all'Onu la sovranità su 1,2 milioni di km quadrati di piattaforma artica, un'area grande quanto il Sudafrica. 

Non si tratta di una bizzarria senza ragione, ovviamente. Al solito, c'è un movente energetico ed economico dietro l'operazione: la zona artica rivendicata darebbe accesso a 4,9 miliardi di tonnellate di idrocarburi. L'Artico conterrebbe il 13% delle risorse petrolifere globali ancora non scoperte e il 30% delle riserve di gas naturale. 

Inoltre lo scioglimento dei ghiacciai artici dovuto al surriscaldamento globale potrebbe aprire la possibilità di rotte commerciali che colleghino l'Asia attraverso il circolo polare. È quindi questa la ragione per cui da tempo Mosca guarda con interesse a questa regione. 

La richiesta si basa sulla Convenzione Onu che regola il diritto del mare e che consente a uno Stato costiero di estendere la propria giurisdizione sulla piattaforma continentale (cioè sul prolungamento del territorio che si sviluppa sotto la superficie del mare) fino a 200 miglia nautiche dalla costa, potendo arrivare fino a un massimo di 350 miglia laddove la conformazione dei fondali lo consenta. 

Attualmente sono cinque i Paesi che hanno il controllo di questa zona economica: Russia, Stati Uniti, Canada, Norvegia e Danimarca.
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