L'affondo di Bersani su Renzi: "Serve un partito senza servi"

06 agosto 2015, Marta Moriconi
L'affondo di Bersani su Renzi: 'Serve un partito senza servi'
'Chi siamo? Con chi andiamo?'. Non è la domanda filosofica del secolo, ma quella di Pierluigi Bersani intervistato dal Corriere della sera.

E il messaggio è chiaro: "Non si rimette in sesto l'Italia se prima non si mette in sesto il Pd".  ha dichiarato l'ex presidente del Consiglio e segretario Pd.

La difesa è dura e pura, e mira a parare i colpi contro i 25 senatori bersaniani, che non sono il problema quanto "il Pd che ha un problema politico profondo. Dopo mesi di parole su lavoro, scuola, tasse, Rai, Verdini, Azzollini, ormai è emerso che tra i militanti c'è un distacco e non sto parlando di Vietnam, ma di Campagnola Emilia".

Quanto a Renzi e alle sue "trovate" comunicative non ci va leggero: "Non si può rimettere in sesto l'Italia se prima non si mette in sesto il Pd. Questo è il punto di fondo e ne abbiamo un esempio in queste ore. Se qualcuno, a freddo e strumentalmente, si inventa dei Vietnam e dei vietcong, si è autorizzati a pensare che vogliano giustificare il napalm".  

Poi, una volta attaccato, porge la "mano dell'accordo": "Il segretario ora deve prendere in mano il problema, perché noi abbiamo bisogno del partito riformista del secolo". Ma alle sue condizioni. 

Prima di tutti no alle sanzioni per i dissidenti, il punto è se si intende regalare "500 euro a un ricco e 50 a un povero". Su questo non transige: "Pretendo che si discuta a fondo, non in cinque minuti. Perché un conto è la disciplina come coronamento di uno sforzo di sintesi e un conto l'obbedienza. E siccome ho sempre detto che siamo un partito senza padroni, mi augurerei che fossimo anche un partito senza servi".

E a Sposetti, un provocatore per lui, sull'abolizione del Senato risponde con un paradosso: "Il cambiamento è a portata di mano. Su una riforma che dicesse superiamo il bicameralismo, rafforziamo le garanzie ed eleggiamo i senatori, magari in una lista collegata ai presidenti delle Regioni, c'è larga condivisione. Capisco la preoccupazione di riaprire il vaso di Pandora, ma io propongo di fare in modo blindato alcune correzioni sensate, non di tornare da capo".
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