Con la Macroregione Alpina cambia la strategia Ue

06 agosto 2015, Luca Lippi
Con la Macroregione Alpina cambia la strategia Ue
L’acronimo della macroregione alpina è Eusalp e coinvolge Italia, Austria, Francia, Germania e Slovenia più due paesi terzi che sono Liechtenstein e Svizzera. Sono 48 regioni 8 delle quali italiane capitanate dalla Lombardia. Consta di 70 milioni di persone su una superficie complessiva di 450 mila chilometri quadrati.

Non è la prima strategia europea dello stesso tipo, esattamente è la quarta “esperienza”, preceduta dalla macroregione del mar baltico (Eusbsr), del Danubio (Eusdr) e quella adriatico-ionica (Eusair) lanciata nel 2014. 

La strategia economica dell’UE è quella di individuare aree “transnazionali” con identità e risorse comuni che necessitano di essere valorizzate e protette grazie all’aiuto di strategie comuni.

Il piano di azione della Ue è già pronto dal 28 luglio 2015 (communication from the commission to the european parliament, the council, the european conomic and social comittee and the comittee of the regions concerning the European Union Strategy for the Alpine Region) e deve ottenere l’approvazione del consiglio entro l’anno.

Nel documento si affrontano le strategia di ricerca di sinergia in settori come la mobilità, la gestione delle risorse energetiche, il sostegno alle piccole e medie imprese, la tutela ambientale.

Tuttavia, mettere in comune risorse ed idee, ma soprattutto risorse, allo scopo di generare un impatto concreto (miglioramento delle vie di comunicazione soprattutto nelle aree più isolate) non prescinde dalla ricerca di soluzioni relativamente alle disparità tra le zone geografiche, alle tendenze demografiche che vedono invecchiamento e nuovi modelli di migrazione; non meno importanti, poi, gli impatti del cambiamento climatico sulla biodiversità e sulle condizioni di vita delle persone e le sfide sul fronte energetico.

Già approvati progetti di riqualificazione di efficienza energetica e tutela climatica dell’arco alpino, soprattutto è stata prestata particolare attenzione al ripristino dell’assetto idrologico.
Vieppiù importanti sono i progetti già approvati di rinaturalizzazione dei fiumi e sviluppo di attività da implementare sfruttando corsi d’acqua e laghi della regione alpina.

Già in Italia è stato (in concerto con l’UE) siglato un Protocollo fra Lombardia e Provincia autonoma di Bolzano per la valorizzazione dell’area del Passo dello Stelvio e per avviare uno studio di fattibilità per la realizzazione di un collegamento permanente fra l’Alta Valtellina e la Val Venosta.

Tutto questo è un esempio di cooperazione e di concretezza, gradito all’Ue che in via del tutto insperabile concede la contrattazione finanziaria senza obbligo di passare per l'autorizzazione del governo centrale.

Punto favorevole per la fluidità della crescita della Macroregione Alpina, ma che nasconde qualcosa ancora non troppo chiaro che non può prescindere dalla evidente perdita di sovranità dello stato centrale di appartenenza della porzione inclusa nella Macroregione Alpina.

Non si comprende se è un ceffone agli Stati nazionali oppure un cambio di strategia comunicativa dell’Ue che decide di interloquire con i territori invece che con gli Stati.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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