Grecia "sotto Commissione" Ue: forse il 20 agosto il terzo salvataggio

06 agosto 2015, Luca Lippi
Grecia 'sotto Commissione' Ue: forse il 20 agosto il terzo salvataggio
Si commette sempre il solito errore di dare per scontate le cose, eppure non tutti sanno che il famoso salvataggio (il terzo per l’esattezza) che ha tenuto inutilmente col fiato sospeso milioni di persone (i vecchietti che osservano operai lavorare nei cantieri stradali) per circa sei mesi non è ancora giunto a compimento.

Eravamo rimasti al fatto che la Grecia dovesse ricorrere a un piano di salvataggio per 85 miliardi di euro, nel frattempo la Bce ha concesso il “prestito ponte” per consentire al governo ellenico di far votare al parlamento le riforme (condizioni imposte dalla Troika) necessarie a copertura del maxiprestito.

Stanno ancora discutendo in parlamento di questo, e la prossima scadenza dei lavori in corso sarebbe stata individuata nel 20 agosto. Il 20 agosto è anche il giorno in cui la Grecia deve rimborsare la rata di tre miliardi di euro alla Bce. Rimangono ancora tre nodi da sciogliere, nonostante la fiducia riposta da Juncker sul buon esito dei negoziati prima che questi siano giunti a definizione; i nodi da sciogliere sono la tempistica per implementare le riforme, le privatizzazioni, in particolare come gestire il fondo greco, e la ricapitalizzazione delle banche.

La questione della ristrutturazione del debito di Atene (attorno al 175% del Pil) non sarebbe invece tra le questioni vincolanti, eppure abbiamo come l’impressione che il maggiore creditore della Grecia (il Fmi) non sia proprio dello stesso avviso! Se non si dovesse arrivare a una definizione del piano, la Grecia dovrà ricorrere a un altro prestito ponte per pagare la rata alla Bce.
Insomma, cerchiamo di essere seri, siamo in alto mare! Nessuno considera che la situazione politica si è deteriorata enormemente in Grecia, il governo di Alexis Tsipras non ha più una maggioranza, il suo partito (Syriza) è esploso, il sostegno alle riforme è totalmente nelle mani di uno sparuto gruppo eterogeneo di personaggi che chiamare “maggioranza” è un insulto alla Scienza politica. 

La spada di Damocle sul buon esito delle riforme per ottenere definitivamente il salvataggio potrebbe dover passare per una nuova elezione, necessaria a comporre una maggioranza parlamentare vera e riuscire così ad applicare l’accordo per il piano di salvataggio. Direi quindi che possiamo stendere l’asciugamano in spiaggia serenamente, ma senza dimenticare che la Grecia, di “prestito ponte” in “prestito ponte” sta accumulando interessi assai maggiori del debito originario. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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