Palestra Grande degli Scavi di Pompei inaugurata e chiusa: vince la protesta dei turisti

06 agosto 2015, Americo Mascarucci
Palestra Grande degli Scavi di Pompei inaugurata e chiusa: vince la protesta dei turisti
La Palestra Grande  degli Scavi di Pompei, appena inaugurata è stata subito chiusa al pubblico con i turisti che naturalmente sono scesi sul piede di guerra. 

Ma come, il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini ha appena annunciato lo stanziamento di ottanta milioni per il completamento dei poli museali per rilanciare la cultura in Italia e poi i turisti non possono visitare un bene appena inaugurato alla presenza dello stesso Franceschini? 

C’è stato un ministro del passato, Sandro Bondi, che fu messo in croce e addirittura sfiduciato da mezzo parlamento con l’accusa di mandare in macerie Pompei e poi, proprio ora che si ricominciano a vedere i segni della ripresa, si cacciano i turisti che vogliono visitare gli scavi restaurati?  

Le proteste sono state talmente rumorose da aver convinto la Soprintendenza a predisporre una rimodulazione degli orari, con un’apertura diurna e non più soltanto serale come era stato pensato in un primo momento. Decisivo l’intervento del Ministro che ha subito annunciato la riapertura a partire dalle 14 di oggi del sito in modo da dare ai turisti la possibilità di visitare la Palestra con gli affreschi di Moregine. 

Certo la polemica si poteva benissimo evitare, ma alla fine l’importante è che la questione si sia risolta per il meglio. Sarebbe stato offensivo impedire alle persone di visitare il sito dopo aver sbandierato ai quattro venti l’avvenuto restauro e la conseguente inaugurazione. 

La Palestra Grande  è l'edificio con piscina di età augustea chiuso dal 2008 in cui le giovane leve della propaganda dell'imperatore diventavano ginnasti. Nel portico meridionale restaurato hanno trovato collocazione gli affreschi di Moregine, finora esibiti solo all'estero, rinvenuti nel 1959 durante gli scavi per la realizzazione della Napoli-Salerno.

Insomma finalmente l’inversione di tendenza nella politica dei beni culturali non si intravede soltanto dietro i cospicui investimenti messi in campo dal Governo ma anche da una maggiore attenzione nei confronti delle esigenze dei turisti. 

Non avrebbe avuto senso, anzi sarebbe stato oltremodo deleterio, lasciare le persone fuori dei cancelli soltanto perché l’orario di apertura era previsto per la sera.. Una scelta di buon senso che evita all’Italia l’ennesima brutta figura. 

Dopo i crolli e le polemiche del passato, è forse il caso di prevenirle le polemiche, anziché dovervi porre rimedio come in questo caso.

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