WhatsApp in stile Telegram, dopo il caso Apple-Fbi arriva la chat crittografata

06 aprile 2016 ore 8:41, Micaela Del Monte
C'è chi un giorno ha deciso di abbandonare la chat di WhatsApp per passare a Telegram, la il social rivale della più grande app di messaggistica istantanea, il motivo? Le conversazioni erano crittografate e la privacy più "importante". Il problema era però che molti dei nostri amici non hanno avuto il coraggio di cambiare e ci si è comunque ritrovati a dover usare entrambe le applicazioni per poter comunicare con loro.

Ora però le cose potrebbero cambiare nuovamente, tra poco infatti tutti i messaggi e le chiamate vocali che passeranno su Whatsapp saranno automaticamente criptati. Ad annunciarlo con un post su Facebook è stato Jan Koum, fondatore della piattaforma di proprietà del social network di Zuckerberg, nell’ottica di garantire una protezione maggiore per il suo miliardo di utenti nel mondo. La mossa arriva nel pieno del braccio di ferro Apple-Fbi per l’accesso ai dati dell’iPhone del killer di San Bernardino, e sulla scia di quanto già fanno appunto servizi di chat come Telegram. 

WhatsApp in stile Telegram, dopo il caso Apple-Fbi arriva la chat crittografata
Dunque è stata messa a disposizione degli utenti la crittografia da server a server per rendere i messaggi che transitano sulla piattaforma a prova di hacker. Cosa significa? Che i testi inviati viaggeranno cifrati dal momento in cui vengono composti sul dispositivo del mittente fino a quando giungeranno al destinatario. Solo allora verranno decriptati per renderli leggibili.  
In questo modo, in teoria nemmeno lo staff di WhatsApp sarà in grado di accedervi, non possedendo le chiavi di cifratura. Ma attenzione: per il momento la novità riguarda soltanto la versione per Android dell’applicazione e non si applica ai messaggi di gruppi, alle foto e ai video. Una versione per iOS è in lavorazione, ma non si sa ancora quando sarà pronta. 

Uno dei motivi per cui Koum ha deciso di optare per la crittografia è stata la vicenda che vede Apple tenere testa all'Fbi contro lo sblocco dell'iPhone di uno degli assassini di San Bernardino. Sul blog della compagnia infatti c’è un riferimento anche alla vicenda Apple-Fbi: "Riconosciamo il lavoro importante delle forze dell’ordine nel tenere le persone al sicuro", scrive Whatsapp, "ma gli sforzi per indebolire la cifratura dei dati espongono le informazioni delle persone all’abuso di cybercriminali, hacker e Stati canaglia". 
 Ma la decisione di codificare le conversazioni è arrivata tempo fa: "Sono due anni che lavoriamo per dare alle persone una migliore sicurezza per le loro conversazioni su WhatsApp", ha scritto Koum su Facebook. "Sono orgoglioso che il nostro team abbia raggiunto questo traguardo: d’ora in poi ogni messaggio, foto, video, file e messaggio vocale inviato sarà criptato di default se il mittente e il destinatario useranno entrambi l’ultima versione della nostra applicazione. Anche le chat di gruppo e le chiamate vocali saranno criptate".  "Le persone meritano sicurezza", ha sottolineato Koum, perché è la sicurezza che "ci permette di connetterci con chi amiamo". "Ci permette di comunicare informazioni sensibili con colleghi, amici o altri". "Siamo felici di fare la nostra parte nel mantenere le informazioni delle persone fuori dalla portata di hacker e criminali informatici". Nessuno, sottolinea il blog della compagnia, potrà entrare nei messaggi inviati, "nemmeno regimi repressivi oppure noi stessi". 

In realtà WhatsApp utilizzava già una crittografia end to end, ma non era estesa alla totalità della piattaforma. Oggi, invece, con un messaggino in giallo che è comparso nelle chat di ognuno di noi (solo per chi ha l'ultima versione della App), la società californiana ha comunicato a tutti che la nuova crittografia è ovunque. Quando si utilizza una “end to end encryption” (comunemente definita anche “etee”) solo gli interlocutori sono in possesso della chiave di crittografia dei messaggi che vengono inviati. Quindi solo i due nodi comunicanti, chi invia e chi riceve, sono in grado di decrittare i messaggi inviati. Le chiavi crittografiche sono presenti direttamente nei device che inviano e che ricevono. Mentre i server dell'azienda che ospita i dati (in questo caso WhatsApp), agiscono come semplici postini, senza la possibilità di decrittare i dati.
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