Uffizi infestati: zecche e piccioni chiudono un'ala del museo

06 aprile 2016 ore 9:20, Micaela Del Monte
Cinque sale del secondo piano, dalla 19 alla 23, chiuse per disinfestazione. Così il museo degli Uffizi di Firenze ha dovuto gettare la spugna e arrendersi alle zecche. A impedire la vista di numerosi dipinti, fra cui quelle di Perugino, Piero della Francesca, Bellini e Giorgione, sono state le “argas reflexus”, meglio note come zecche dei colombi. A portare i parassiti all’interno del museo sono stati proprio loro, uno dei “flagelli” delle nostre città moderne: i piccioni. Con l’arrivo del caldo, è bastato lasciare qualche finestra aperta per ritrovare gli insetti nelle sale affollate di turisti e far scattare l’immediata chiusura e disinfestazione degli ambienti.

Uffizi infestati: zecche e piccioni chiudono un'ala del museo
Ad accorgersi della presenza delle zecche è stato lo stesso personale degli Uffizi: "Nel pomeriggio di sabato scorso alcuni addetti alla vigilanza del primo corridoio della Galleria hanno segnalato la presenza di zecche in prossimità della finestra della sala 19", hanno spiegato i responsabili del museo. Dopo aver verificato la situazione, in meno di 20 minuti, la sala interessata e quelle adiacenti, cioè fino alle numero 23, sono state chiuse al pubblico. Dopo una successiva verifica effettuata nella mattinata di domenica, in seguito a cui è stata confermata la presenza dei parassiti solo nella sala 19, è stata decisa la disinfestazione dei locali in tutte e cinque le sale. L’intervento è stato effettuato lunedì mattina, giorno di riposo della Galleria, consentendo ieri di riaprire regolarmente l’intero percorso espositivo alla folla di visitatori provenienti da tutto il mondo.

Per Eike Schmidt, il direttore degli Uffizi, l’appalto delle pulizie locali del museo: “non ha alcuna responsabilità, assolutamente no. La ditta fa un ottimo lavoro: abbiamo standard di altissimo grado, controllati regolarmente“. Ed ancora ha precisato che le zecche: “sono state avvistate vicino alle finestre e non vicino ai quadri, un aspetto che tengo a sottolineare, quasi sicuramente sono entrate proprio da quei varchi.

La pena è la stessa in tutte le città d’arte. Ne sanno qualcosa a Pisa dove, più che in piazza dei Miracoli, sembra che il problema esista nelle strette strade del centro storico e nell’elegante piazza dei Cavalieri davanti alla sede della Normale. A Siena, poi, neppure il Palio spaventa e allontana da piazza del Campo le migliaia di piccioni che non portano rispetto né alla Fonte Gaia né all’imponente e slanciata Torre del Mangia.
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