Banche, Gros-Pietro: Npl danneggia le Pmi, senza fretta per il recupero crediti

06 aprile 2016 ore 12:20, Luca Lippi
Inaugurato il Salone del Risparmio 2016, che è il più importante evento italiano interamente dedicato al settore del risparmio gestito. La manifestazione, organizzata da Assogestioni, si propone di favorire lo sviluppo di relazioni commerciali all’interno del mercato, rafforzare l’identità del settore del risparmio gestito e contribuire alla sua crescita. Nel caso specifico non ci occupiamo della manifestazione annuale, quanto degli interventi a margine della stessa che affrontano problematiche cruciali in un periodo (come il nostro) sempre più pressanti più che importanti.
Interviene Maria Gros-Pietro, presidente del Consiglio di Gestione di Intesa Sanpaolo e dichiara: "Sui Npl non bisogna andare troppo di fretta perchè forzarne il recupero andrebbe a danneggiare le imprese medio e piccole così come clienti e banche".

Banche, Gros-Pietro: Npl danneggia le Pmi, senza fretta per il recupero crediti

Cosa sono i Npl? Si tratta di crediti per i quali la riscossione è incerta sia in termini di rispetto della scadenza che per ammontare dell’esposizione.
La dichiarazione di Gros segue a una più esaustiva e completa disanimino del problema emersa in un incontro presso il Maer, nel quale Gros-Pietro ha concluso: "il recupero accelerato e molto energico dei crediti potrebbe mettere in difficoltà soprattutto le pmi". Sull’argomento è previsto anche l’intervento del Ministro Padoan col quale saranno esaminate anche le opportunità di certe pratiche da parte del sistema bancario che rischia di creare nocumento al settore delle Pmi cercando di ripulire l’attivo delle aziende finanziarie.
Prosegue Gros-Pietro riguardo la cessione dei crediti deteriorati troppo frettolosamente: “avverrebbe a valori che non sono ragionevoli, perché le Pmi si stanno riprendendo. Non avrebbe senso cedere questi crediti a prezzi che sono soliti pagare i fondi avvoltoi". Intesa Sanpaolo  da tempo sta lavorando su questo tema. "Intendiamo continuare su questa strada, se altre banche vorranno seguirci, saremo contenti".
Comunque il problema delle sofferenze bancarie è più ampio rispetto allo strumento dei Gacs, ha aggiunto il presidente del consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo , precisando che i Gacs sono uno strumento per un particolare problema "ma è opportuno mettere in sicurezza un sistema più ampio di crediti che sono in difficoltà ma buoni". Di questo tema "non si è mai trattato con l'Unione europea".
Cosa sono i Gacs? Gacs sta per Garanzia Cartolarizzazione Sofferenze. E’ un acronimo che ha coniato il Tesoro per individuare la soluzione escogitata per aiutare le banche italiane a liberarsi dei crediti in sofferenza che gravano sui loro libri. A questi crediti viene attribuita una bassa probabilità di recupero, tanto che in media le banche hanno già accantonato circa il 60% del loro valore a perdite su crediti.
In conclusione, quello che sta avvenendo già da tempo è che le banche per cercare di recuperare “attivo” e liberare posizioni a rischio che chiedono accantonamenti a garanzia, chiedano da un giorno all’altro il rientro di fidi o promuovono la messa in mora di crediti diventate difficili da recuperare. 
Questo in sostanza non è l’unico problema, gli imprenditori vittime di questa azione che formalmente non è vessatoria, ma in sostanza snatura in parte il ruolo delle banche che devono poter gestire il rischio giacché rientra nella loro attività, crea danni irrimediabili a un settore che per anni ha sostenuto l’economia del nostro Paese, e che ora sta subendo gli effetti della crisi e della politica poco attenta alla difesa del tessuto economico. 
Liberarsi velocemente delle pratiche incagliate crea un aumento dei costi per i debitori e questa cosa ha poca logica giacché se non si riesce a coprire le rate di rientro non si capisce come si possa uscirne aumentando ulteriormente i costi.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]