Gli antibiotici vedono rosa, più prescritti alle donne: non c'è ragione (ma ipotesi)

06 aprile 2016 ore 12:46, Americo Mascarucci
Le donne assumono più antibiotici rispetto agli uomini.
Lo rivela uno studio pubblicato sul Journal of Antimicrobial Chemotherapy e condotto da Evelina Tacconelli, infettivologa italiana attualmente presso l'Università di Tubingen in Germania. Il lavoro, condotto da esperti del Tubingen University Hospital tedesco, ha esaminato risultati di undici studi condotti in Gran Bretagna, Nuova Zelanda, Spagna, Svezia, Belgio, Italia, Israele, Danimarca e Germania, ed è pubblicato sul "Journal of Antimicrobial Chemotherapy". 
Non solo, sembra che a ricevere con più probabilità un antibiotico siano le donne tra i 13 e i 34 anni (36%) e tra i 34 e i 40 anni (40%)
"I medici dovrebbero tenere conto del rischio di disparità di genere – spiega Evelina Tacconelli – nelle prescrizioni di antibiotici. I nostri risultati potrebbero giocare un ruolo influente nel progettare programmi mirati che contrastino le disuguaglianze di genere nella prescrizione". 

Gli antibiotici con maggiori differenze di genere nelle prescrizioni sono le cefalosporine e i macrolidi, usati per infezioni delle vie respiratorie. Risultano, invece, equamente prescritti ai due sessi i chinoloni, utili per curare infezioni delle vie urinarie. 
Come spiegano gli autori dello studio, dati epidemiologici relativi a frequenza di malattie infettive, non possono giustificare queste marcate differenze di genere nelle prescrizioni di antibiotici; evidentemente le ragioni sono da ricercare in fattori sociali e comportamentali. 
Forse ciò avviene perché le donne hanno un rapporto più frequente e diretto con il medico di famiglia al quale si rivolgono con assiduità per lo stato di salute dei figli, dei mariti e dei genitori anziani? Hanno quindi con il medico una maggiore familiarità e confidenza? O forse perché l'organismo delle donne è più delicato e fragile di quello degli uomini e quindi sottoposto a cure maggiori e più frequenti? 
Gli antibiotici vedono rosa, più prescritti alle donne: non c'è ragione (ma ipotesi)
Lo studio si chiude sollevando anche alcuni dubbi sul fenomeno delle reazioni avverse, che nelle donne sono notoriamente superiori (più del doppio) proprio a causa della mancata sperimentazione di molti farmaci sull'organismo femminile. 
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