Bonus pensioni: oltre 2mld fanno infuriare tecnici e populisti

06 aprile 2016 ore 13:42, Luca Lippi
Ci risiamo, ma stavolta pare proprio che la misura sia colma, a storcere la bocca sull’estensione del beneficio degli 80 aeuro anche ai pensionati minimi ci sono anche i difensori a tutti costi, i renziani impenitenti, i fiancheggiatori in buona fede e soprattutto i tecnici che fino ad oggi hanno cercato di fornire contorni matematicamente accettabili alla propaganda anche quando non tornavano i conti.
Stavolta la misura deve essere colma, pare, soprattutto nelle cifre, 2.037.701 nel 2014 (dati casellario pensionati Istat-Inps 2014)sarebbero i pensionati minimi, quelli con meno di 500 euro il mese per i quali 80 euro per dodici mesi per sempre costerebbe circa 2 miliardi di euro ogni anno, e all’annuncio di Renzi Padoan deve esser caduto dalla sedia, a meno che non abbia smesso di ascoltare da tempo le iperboli del Presidente del Consiglio (questioni di differenze ataviche fra tecnici e politici).

Bonus pensioni: oltre 2mld fanno infuriare tecnici e populisti


Il bonus di 80 euro di sgravio fiscale sull’Irpef, introdotto a maggio 2014 per i redditi medio-bassi, potrebbe essere esteso ai pensionati con la minima. “Non sono in grado di garantire l’estensione degli 80 euro”, aveva affermato Matteo Renzi durante la conferenza stampa di presentazione dello “Sblocca Italia”, ad agosto di quell’anno. Nelle scorse ore, invece, rispondendo in rete alle domande degli utenti all’appuntamento #Matteorisponde, Renzi ha twittato: “Gli 80 euro anche per chi prende la pensione minima”.
Non finisce qui perche Matteo Renzi insiste: “L’idea è allo studio degli uffici”. Quindi ha argomentato: “E’ difficile alzare le pensioni minime, in questo momento abbiamo dato la precedenza al ceto medio e alle famiglie con reddito di 1500 euro al mese. Allo studio c’è allargare gli 80 euro a chi prende la pensione minima. Vedremo se saremo in grado di farlo”. 
L’imbarazzo dopo le parole di Renzi è piuttosto palpabile, Padoan non si pronuncia, ma Taddei (responsabile economico del Pd) corre a far sapere a chiunque che per quest’anno non se ne parla neanche, al contrario della Boschi che si rivela (?) possibilista. 
Figurarsi che succederà e quanto ne arriverà dal mondo sindacale il quale, al momento, si è limitato a dire che con i se e i forse non si risolve il problema delle pensioni. Dobbiamo aspettare il parere di Boeri, ma è già scontato ipotizzare che richiamerà l’attenzione sulla necessità del prelievo di solidarietà dalle pensioni più fortunate in favore di quelle meno generose (ovviamente senza toccare le pensioni d’oro).
Sorprendete l’intervento di Giuliano Cazzola, specializzato in sistema pensionistico e difensore ad oltranza della riforma Fornero che non ha potuto non scuotere il capo di fronte simili affermazioni: “L’operazione sa tanto di misura di carattere elettorale, come quella che fu  compiuta prima delle elezioni  europee. Non è detto però che la storia si ripeta allo stesso  modo. Rimane una domanda: ammesso e non concesso che il Governo  riesca a reperire le risorse necessarie, non varrebbe la pena di  destinarle a provvedimenti di carattere strutturale anche in  materia di pensioni, piuttosto che intervenire su trattamenti  già integrati dalla fiscalità generale con il rischio di farli diventare più elevati di assegni percepiti da persone che hanno  lavorato e versato i contributi?”
Cazzola però non offre l’alternativa propagandistica, se è vero che l’annuncio è un’esca elettorle, perché non sospettare parimenti che sia una mano tesa alla minoranza del partito?

autore / Luca Lippi
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