Mandela ha lottato contro l'apartheid, ma la rete non lo sa e...

06 dicembre 2013, Micaela Del Monte
Mandela ha lottato contro l'apartheid, ma la rete non lo sa e...
È morto Nelson Mandela. Se n'è andato la scorsa notte nella sua casa vicino Johannesburg a 95 anni in seguito ad una serie di problemi respiratori causati da un'infezione polmonare.


Il padre della lotta all'apartheid era stato Premio Nobel per la pace (1993) e il primo presidente nero del Sudafrica e per tutta la sua vita ha lottato contro il razzismo e il dominio dei bianchi. Madiba (come era stato soprannominato dal popolo sud africano per via delle sue origini) trascorse 27 anni  in carcere con l'accusa di sovversione e tradimento, accuse che gli costarono la condanna all'ergastolo.

Fu poi trasferito nella durissima prigione di Robben Island. La figura di Mandela faceva paura al governo razzista bianco che più volte cercò un accordo con colui che in tutto il mondo stava diventando un simbolo. Nel 1976 e nel 1986 gli fu offerta l'amnistia, a patto che rinunciasse alla lotta. La sua risposta fu un netto rifiuto. Ma il mondo stava cambiando, dal 1989 i governanti sudafricani ebbero dei colloqui con lui, colloqui che portarono il presidente Frederick De Klerk ad annunciare nel 1990 la libertà politica.

Un uomo di origini nobili che ha dedicato la sua vita a lottare contro quell'ultimo stralcio di dominio bianco nel Sudafrica, aveva rincorso la libertà del popolo nero per tutta la sua vita diventando così un simbolo per tutta l'Africa e per chi, con lui, credeva nell'uguaglianza. 

Negli ultimi mesi tutto il Sudafrica ha seguito con il fiato sospeso i bollettini medici legati alla salute di Madiba. Mesi punteggiati da quattro ricoveri in ospedale dovuti a infezioni polmonari, conseguenze della turbercolosi contratta nei lunghi anni di prigione a Robben Island. E ieri notte appena appresa la notizia una folla,  fra cui tanti giovani, si è radunata sotto la sua casa: molti in lacrime, qualcuno sorridendo nel ricordo di un uomo venerato ormai nel continente africano quasi come un santo. 

 Tanti i messaggi di cordoglio tra cui quelli di Bono Vox, Maradona e Obama. Personaggi che riconoscono nella figura di Mandela un eroe simbolo di libertà. Ma la sua grandezza non lo ha difeso dagli errori della rete. C'è chi lo ha scambiato per l'attore americano Morgan Freeman (che interpretò Nelson Mandela nel film Invictus), chi lo ha definito "il padre dell'apartheid", chi lo ha scambiato per Martin Luther King citando il suo "I have a dream..." e chi si è ricordato di lui solo per averlo "portato agli esami". Sui social, come al solito, anche l'ignoranza ha regnato.

E c'è anche chi lo ha invitato a farsi un po' di cultura prima di seguire la massa nella pubblicazione dei post in ricordo di Mandela."RAGA, Mandela non è Morgan Freeman. Non facciamo figure di m***a", scrivono su Facebook.

Così cominciano anche girare post di sfottò contro gli ignoranti.
Ecco che alla fine anche la morte di un grande personaggio può trasformarsi in una presa in giro. E così mentre in Sudafrica si celebra il lutto nazionale, in Italia si celebra l'ignoranza.
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