Bankitalia, in due settimane cambiato in euro un miliardo di lire

06 febbraio 2016 ore 15:40, Adriano Scianca
Bankitalia, in due settimane cambiato in euro un miliardo di lire
Lo stereotipo dell'italiano risparmiatore con i soldi sotto al materasso sembrerebbe non essere un vecchio cliché. Con un lato negativo, però: che in molti i casi i soldi sono rimasti sotto al materasso anche quando l'Italia cambiava valuta, passando dalla Lira all'Euro. È successo nel 2002, ma per dieci anni, è stato possibile farsi cambiare i soldi del vecchio conio. Poi, a un certo punto, non si è più potuto fare. La scadenza era fissata al 28 febbraio 2012, a dieci anni esatti dall'entrata in vigore dell'Euro. Il governo Monti, tuttavia, anticipò la data limite per cambiare le lire al 6 dicembre 2011. Una mossa conveniente, per lo Stato. Meno per chi aveva già fatto richiesta per la conversione della sua personale quota di lire avanzate. Ora una sentenza della Corte Costituzionale ha costretto il ministero dell'Economia e delle Finanze a riaprire, dal 22 gennaio, la possibilità della conversione lira/euro. È però esplicitamente previsto l'obbligo di dimostrare di aver presentato la richiesta di cambio tra il 6 dicembre 2011 e il 28 febbraio 2012, specificandone l'importo. 

Ebbene, in questi pochi giorni, la Banca d'Italia ha effettuato 74 operazioni di cambio, per un ammontare complessivo di poco più di un miliardo di lire e un controvalore di circa 564.000 euro. In termini puramente statistici, è come se 74 italiani avessero avuto ancora in casa poco più di 13 milioni di lire, circa 7mila euro. A partire dalla pubblicazione della sentenza della Consulta, fa sapere l'istituto centrale, sono state ricevute dall'Amministrazione centrale della Banca d'Italia circa 2.300 richieste di chiarimenti e segnalazioni, alcune delle quali indirizzate anche al ministero dell'Economia e delle Finanze. La Bankitalia risponde a ciascuna richiesta, analizzando i diversi casi alla luce delle istruzioni operative ricevute: ad oggi è stato dato riscontro quasi alla metà delle comunicazioni pervenute. Le operazioni di cambio richieste da persone che non siano in grado di dimostrare di aver presentato una istanza di conversione entro i termini originari, non essendo previste nell'attuale quadro legislativo, richiederanno l'introduzione di una nuova norma. A meno che, ormai, gli affezionati del vecchio conio non preferiscano conservare le lire, se non altro per il valore affettivo, in contrapposizione al mai troppo amato Euro.

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