Mutilazioni genitali femminili: sempre di più. E aumentano anche da noi

06 febbraio 2016 ore 17:19, Adriano Scianca
Mutilazioni genitali femminili: sempre di più. E aumentano anche da noi
La consideriamo una pratica barbara, ma anche nel mondo globalizzato sono ben 200 milioni le donne che, in pieno e “civilissimo” 2015, hanno subito mutilazioni genitali. Una pratica dolorosissima, che può portare a delle infezioni e a sicuri traumi psicologici, oltre che a una serie di complicazioni supplementari al momento del parto. E non si dica che si tratta di ambienti residuali che stanno, pian piano, per essere “redenti” dalla modernità, dato che il numero delle donne vittime di questa pratica è addirittura in aumento: nel 2014 erano state 70 milioni in meno le ragazze mutilate. 

A lanciare l'allarme è stato un nuovo rapporto Unicef pubblicato in occasione della Giornata Onu di Tolleranza Zero verso le Mutilazioni Genitali Femminili. Secondo il rapporto, la metà delle vittime si registra in Egitto, Etiopia e Indonesia. Tra tutte coloro che hanno subito mutilazioni, 44 milioni sono bimbe e adolescenti fino a 14 anni; in questa fascia di età, la prevalenza è stata riscontrata in Gambia, con il 56%, in Mauritania con il 54% e in Indonesia, dove circa la metà delle bambine (fino a 11 anni di età) è stata mutilata. I paesi con il maggior numero di interventi tra le ragazze e le donne tra i 15 e i 49 anni sono la Somalia (98%), la Guinea (97%) e Gibuti (93%).

Dato ancor più preoccupante: complice la società multiculturale, la pratica è in aumento anche da noi. Solo in Europa, secondo i calcoli del Parlamento dell'Unione Europea sono 500.000 le donne e le bambine sottoposte agli interventi e 180 mila sono a rischio ogni anno. In Italia, nonostante questa pratica sia vietata dalla legge e gli autori di tali reati siano perseguiti, sarebbero 35.000 le donne sottoposte mutilazioni genitali ed oltre mille le bambine a rischio. L'infibulazione è un rito di passaggio a cui le donne vanno sottoposte per essere “purificate”, accettate nella comunità come adulte pronte al matrimonio. Malgrado la sua diffusione massiccia in Paesi soprattutto a cultura musulmana, l'infibulazione e l'escissione della clitoride non sono menzionate dal Corano: non è dunque richiesta dall'Islam alcuna forma di manipolazione dei genitali (tra cui l'infibulazione) che rechi danno fisico alla donna. 

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