Terzo settore, ciclisti, voto di scambio, montagna: tra lobby e gruppo, spunta l’intergruppo

06 giugno 2013 ore 12:40, Domenico Naso
Terzo settore, ciclisti, voto di scambio, montagna: tra lobby e gruppo, spunta l’intergruppo
In Italia le lobby non sono regolamentate e, anzi, sono guardate con sospesso da media e opinione pubblica? Nessun problema: a svolgere il loro lavoro ci pensano gli “intergruppi parlamentari”. Niente di illecito, anzi. Si tratta semplicemente di gruppi trasversali composti da deputati e senatori che si riuniscono per discutere o promuovere temi specifici.
Fenomeno non nuovo, ma che in questa XVII legislatura, forse complice anche il clima da larghe intese, è diventato ancora più diffuso. L’ultimo intergruppo, in ordine di tempo, è quella per la Mobilità Nuova/Mobilità ciclabile, una lobby di ciclisti, insomma, per cercare alternative alla mobilità urbana tradizionale. I membri sono 57, ma ci sono gruppi ancora più cospicui. Come quello, riunitosi per la prima volta nei giorni scorsi, dedicato al Terzo Settore: 141 parlamentari, di cui 110 sono del Pd, 13 di Scelta Civica, 6 di Sel, 5 del Pdl, 5 del Movimento 5 Stelle e solo 1 di Lega, Svp e Gruppo Misto. Sono tanti, gli intergruppi che stanno proliferando tra Montecitorio e Palazzo Madama, ma alcuni hanno perlomeno il merito di affrontare tematiche spinose e serissime, come quello per la riforma dell’art. 416-ter del codice penale, riguardande il reato di voto di scambio elettorale. Anche in questo caso, tutti i partiti maggiori sono rappresentati, con una prevalenza numerica di Pd, Sel e M5S. Ma siamo in Italia, e accanto alle cose serissime ci sono sempre le particolarità buffe. Una su tutte: l’intergruppo parlamentare “Per lo sviluppo della montagna”. Chissà se organizza gite domenicali di trekking alla Fantozzi...
autore / Domenico Naso
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