Mafia Capitale 2, Pd contro tutti: è scontro aperto su Marino

06 giugno 2015, Lucia Bigozzi
Mafia Capitale 2, Pd contro tutti: è scontro aperto su Marino
Mafia Capitale 2 porta in carcere quarantaquattro persone e ha l’effetto di un nuovo tsunami politico sui Palazzi romani. 

Le opposizioni assediano il Campidoglio da dove il sindaco Marino elogia il lavoro del procuratore Pignatone e ribadisce che a dimettersi – come chiedono M5S, Lega, FdI e Fi - non ci pensa proprio. Ma a finire sotto attacco è anche il Pd e non solo quello romano, già stressato per gli strascichi delle polemiche sulla "black list" dei cosiddetti “impresentabili” stilata dalla Commissione parlamentare Antimafia. De Luca querela la Bindi ma a sua volta è querelato dai 5S: insomma, il caos. Come sulla Capitale alle prese con lo scandalo del business dell’immigrazione e l’ipotesi di commissariamento. Ma è sul piano politico che il clima è sempre più avvelenato.

ORFINI VS M5S. Un botta e risposta alzo zero. Il presidente del Pd, nonché commissario del partito romano, messo sulla graticola dai grillini che ne chiedono le dimissioni, replica con la stessa veemenza: “Alessandro Di Battista idolo su Facebook dei clan di Ostia  - osserva a Otto e mezzo - . Non è colpa di Di Battista, ma essere alle dipendenze di Grillo, che dice che la mafia non esiste, e chiedere l'allontanamento del sindaco Marino che la mafia combatte, aiuta ad incorrere in queste situazioni spiacevoli". Parlare di intreccio tra malaffare e politici dem “è sbagliato” aggiunge Orfini che difende l’opera di ramazza adottata nei ranghi del partito romano e dal sindaco Marino in Campidoglio. 

La replica di Di Maio e Di Battista arriva dal blog di Grillo: “Orfini è bugiardo. Mentre il suo Pd - scrivono - è coinvolto dalla testa ai piedi in Mafia Capitale, con decine di arresti per corruzione, lui cosa fa? Tenta di distogliere l'attenzione attaccando il M5S”. Per le sue dichiarazioni, Di Maio ha querelato Orfini chiedendogli un risarcimento e annunciando che i soldi “saranno donati al microcredito”. Dal Nazareno, il renzianissimo David Ermini avverte: “Ieri proprio Di Maio ha usato parole gravissime contro la classe dirigente del Pd, ha parlato di 'gruppo dirigente pericoloso per le casse dello Stato e per i cittadini'. Si stava riferendo a persone pulite e trasparenti. Dovremmo essere noi a querelarlo, se intendono fare politica così lo dicano, abbiamo tre mesi di tempo per la querela”.

LE VOCI DI INTELLIGONEWS. Il ‘viaggio’ nella politica alle prese con gli effetti di Mafia Capitale 2 raccoglie commenti, e valutazioni utili a capire le dinamiche di un meccanismo trasversale – della serie, pecunia non olet - forse senza precedenti nella storia repubblicana. Ed è interessante la lettura che corre da destra a sinistra ma anche tra osservatori e analisti. 

Visto da sinistra. Patrizia Prestipino, esponente della Direzione nazionale del Pd, non si nasconde dietro il dito dell’opportunità politica, anzi, alza il velo sui criteri di selezione della classe dirigente del partito romano e non esita a dire che di fronte a un meccanismo perverso e marcio, Marino dovrebbe accettare il commissariamento. 

Visto da destra, Fabio Rampelli capogruppo di FdI alla Camera non ci sta all’equiparazione sulle responsabilità politiche dello scandalo tra destra e sinistra e con altrettanta onestà intellettuale spiega perché e dove, a suo giudizio, Alemanno sindaco ha sbagliato. Dal fronte leghista, Raffaele Volpi senatore e vicepresidente del movimento Noi con Salvini dice che “un’epoca è finita” e che Roma ha bisogno di tornare subito al voto. Simone Di Stefano, vicepresidente di CasaPound Italia, punta il dito su quelli che considera i “veri sciacalli”, mentre il forzista Ignazio Cozzoli sollecita il suo partito a “stravolgere la propria governance”.  Ma è Umberto Croppi, ex assessore della giunta Alemanno col suo “Romanzo Comunale” a evocare aspetti che sembrano molto simili al “pentolone” scoperchiato dalla Procura capitolina. E sempre in tema di letture quanto mai ‘profetiche’ lo scrittore Gabriele Adinolfi, autore del libro “4 giugno 1944: l’invasore entra a Roma. Da allora è una fogna”, legge la seconda ondata di arresti sul business dell’immigrazione e dell’accoglienza. 

Visto da chi ogni giorno lavora sul campo, mettendo a rischio la propria vita, come Gianni Tonelli segretario nazionale del Sindacato autonomo di Polizia (Sap) è arrivata l’ora di stabilire se sicurezza e legalità sono tra le priorità del governo.

Interessante poi l’analisi di Otello Lupacchini, magistrato esperto di criminalità organizzata e autore del saggio “Banda della Magliana”, che spiega come è cambiato il rapporto tra mafia e politica. 

Da Mafia Capitale 1 a Mafia Capitale 2: sembra una serie tv, se non fosse una cosa terribilmente seria e agghiacciante. 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]