Le parole della settimana: Mafia Capitale Vs Impresentabili

06 giugno 2015, Paolo Pivetti
Le parole della settimana: Mafia Capitale Vs Impresentabili
L’esplosione di Mafia Capitale 2.0 surclassa col clamore di 44 arresti (in fila per sei col resto di due) qualsiasi altra notizia, e ha il grave torto di mettere in ombra il bagliore dei lampi ancor vivi generati dalla rissa Bindi-De Luca sugli impresentabili, che pure si prospettava foriera di elettrizzanti sviluppi. 

Oltre tutto, mentre la denominazione Mafia Capitale è banale accostamento di parole ripescate da precedenti cronache e di per sé totalmente incapaci di evocazioni fantastiche, il tema impresentabili si annunciava anche linguisticamente ricco di ben altri echi. 

Per esempio, impresentabili o inpresentabili? Davanti a vocabolo che cominci per p o per b, per quella legge dell’eufonia, cioè del buon suono, che domina la nostra lingua, in, prefisso negativo, diventa im. Dunque, in+presentabili diventa impresentabili. Come sempre accade nei processi linguistici, ci son voluti secoli per questa evoluzione, e questo forse spiega perché la Lista degli Impresentabili è arrivata così in ritardo, cioè appena qualche ora prima dell’apertura dei seggi, nelle elezioni regionali di una settimana fa.  Aggravando fatalmente la tensione già altissima tra i due contendenti, che ha portato il vincitore, neo eletto Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, presunto impresentabile, a presentare una denuncia contro Rosy Bindi, Presidente della Commissione Antimafia, per “diffamazione, attentato ai diritti politici costituzionali e abuso d’ufficio”.

Tra i due litiganti era addirittura intervenuto il presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone, definendo la lista degli impresentabili “un grave errore istituzionale” perché “la logica di istituzionalizzare gli impresentabili” potrebbe produrre nientemeno che “un’eterogenesi dei fini”. Eravamo approdati, finalmente, al nodo filosofico della partita politica italiana. Perché quella cosa lì (la etero eccetera) evocata così puntualmente, rendeva chiaro a tutto, ma proprio tutto il popolo, che il risultato delle azioni umane non dipende dall’obiettivo che si pone chi le compie, ma dal modo in cui le condizioni esterne condizionano tale obiettivo: insomma, il bollo di impresentabile avrebbe potuto fornire a tutti i non bollati un bollino blu: cioè, non vedendosi inseriti nella lista, si sarebbero sentiti automaticamente e pienamente legittimati a vantarsi di essere presentabili.

Ragionamenti, questi ed altri, buttati al vento, dopo che Mafia Capitale 2.0 ha derubricato la Battaglia degli Impresentabili a vecchia storia ormai superata. E adesso, che fare? Niente: aspettare un’altra settimana, nella speranza che non arrivi un Mafia Capitale 3.0 a cancellare altre possibili interessanti “parole della settimana”.
autore / Paolo Pivetti
Paolo Pivetti
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