Papa scomunica ‘Bambinello di Gallinaro’: accusata la setta ‘famigliare’

06 giugno 2016 ore 10:09, intelligo
di Luciana Palmacci 

Tutto sarebbe iniziato con le presunte apparizioni affermate da Giuseppina Norcia, veggente nata nel 1940 a Gallinaro, paese di 1200 abitanti in Val Comino (Frosinone). Quando aveva sette anni, alla vigilia della Prima Comunione, avrebbe visto Gesù Bambino scendere dal cielo su una nuvoletta. Quattro anni dopo, durante una malattia, le sarebbe apparso di nuovo Gesù, con la Madonna e San Michele Arcangelo. Nel 1975 la madre, Antonella Fazio, iniziò la costruzione di una chiesetta, la ‘piccola culla di Gesù Bambino’, su un terreno ancora una volta indicato durante una presunta apparizione. Ben presto la cappella divenne meta di migliaia di fedeli. 
Papa scomunica ‘Bambinello di Gallinaro’: accusata la setta ‘famigliare’

Oggi è arrivata la scomunica, l’accusa sarebbe per gravi posizioni scismatiche prese dalla congrega del posto, la cosiddetta ‘Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme’, più nota come ‘Bambino Gesù di Gallinaro’. La decisione sarebbe stata presa da Papa Francesco e messa in atto dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, ex Sant’Uffizio, che avrebbe espulso dalla Chiesa la congrega. La notizia sarebbe stata diffusa con un documento della diocesi di Cassino-Pontecorvo-Aquino-Sora, che porterebbe la firma di monsignor Antonio Lecce e monsignor Fortunato Tamburini, vicari generali. 
Già da tempo il Vaticano stava indagando sul ‘veggente’ che, dopo la morte della suocera Giuseppina, avrebbe iniziato a fare proselitismo in tutta Italia. Il santuario infatti era stato per oltre 30 anni punto di riferimento per migliaia di fedeli provenienti da ogni parte d’Italia, fino a quando con la morte della veggente Giuseppina, colei che avrebbe sempre sostenuto di vedere apparire nella cappella di Gallinaro il Gesù Bambino, a prendere le redini della congregazione è stato un suo parente prossimo. Da qui, gradualmente, la decadenza del posto di preghiera fino a una serie di azioni e comportamenti che hanno indotto il Vaticano a intervenire in modo drastico. 
Il motivo del castigo sarebbero dunque le disposizioni del gruppo pseudo-religioso, considerate contrarie alla fede cattolica, "in quanto obbliga i fedeli a non frequentare i sacramenti, a disapprovare gli insegnamenti e la stessa autorità del Papa, a non avere relazioni con i sacerdoti e le rispettive comunità parrocchiali, a trasgredire la disciplina ecclesiastica" avrebbe scritto in una nota la Congregazione per la Dottrina della Fede.
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