Torna restaurato ‘lo zio’ di Jacques Tati: Monsieur Hulot comico attuale

06 giugno 2016 ore 13:29, intelligo
di Luciana Palmacci 

Torna in sala ‘Mon Oncle’ di Jacques Tati insieme ad altri tre capolavori del regista francese, che al cinema porta in scena l’invisibile tela di ragno che avvolge sempre più strettamente l’uomo, l’individuo reso schiavo dalle cose di cui ha riempito il suo territorio e che ora gli stanno addosso soffocandolo. La pellicola, primo film a colori di Tati (1958), vincitore dell’Oscar come Miglior Film Straniero e del Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes, è uno sguardo critico sul mondo che non dimentica, però, di sorridere. Per quattro settimane ‘Mio Zio’, in versione completamente restaurata, riporterà sul grande schermo Monsieur Hulot con la sua pipa, la sua bicicletta e il suo impermeabile beige alle ginocchia. A seguire arriveranno nelle sale anche ‘Tempo di divertimento’ (14 giugno), ‘Le vacanze di Monsieur Hulot’ (20 giugno) e ‘Giorno di Festa’ (27 giugno). 
Torna restaurato ‘lo zio’ di Jacques Tati: Monsieur Hulot comico attuale

Jacques Tati, genio della comicità francese, è stato figlio di un conte russo generale dell'esercitomio padre non era un tipo divertente” raccontava, tuttavia disse: "Ricordo come fosse oggi la prima volta che mi portò al cinema". Sarà nato lì l’amore verso l’arte del cinema. Mediocre studente, ma appassionato sportivo (tennis, boxe, calcio, equitazione), Tati esordì come autore con ‘Impressions sportives’, uno spettacolo costruito sulle sue passioni; prima di questo era stato attore in vari film di altri tra cui René Clement. Ma fu nell'osservazione del prossimo che affinò la sua verve: “Le mie prime ricerche comiche risalgono all'epoca delle mie delusioni scolastiche” disse “ho avuto la fortuna di ritrovarmi spesso nell'angolo”. Un'altra grande fonte di ispirazione fu l'esperienza in guerra che lo portò a partecipare nel 1940 alla battaglia della Mosa, e proprio lì prese vita il personaggio di Hulot. "Nel 16° reggimento Dragoni c'era un ragazzo che di mestiere faceva il barbiere e non ne sapeva assolutamente niente di cavalli ma neanche di gradi, era capace di andare dal colonnello e chiedere se aveva visto la sua spazzola, chiunque altro sarebbe stato punito. Ma lui no. Ecco per il suo modo di essere Hulot è un personaggio praticamente intoccabile". 

Amato da Anderson, Wenders, Lynch, Godard e naturalmente Truffaut, Monsieur Jacques Tati ha lasciato un segno importante nel cinema del Novecento. Il modo più giusto per ricordarlo è sicuramente attraverso i suoi film e le sue parole attualissime ancora oggi: “Confusione è la parola della nostra epoca. Si va troppo in fretta. Ci dicono tutto quello che dobbiamo fare. Organizzano le nostre vacanze. La gente è triste. Nessuno fischietta più per strada (…) sarà sciocco, ma mi piacciono le persone che fischiettano per strada ed io stesso lo faccio. Credo che il giorno in cui non potrò più fischiettare per strada sarà una cosa gravissima”.
autore / intelligo
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