Bonus 80 euro, 1,4mln di italiani deve restituirlo: chi sono e chi paga

06 giugno 2016 ore 22:02, Luca Lippi
Un chiarimento sulla questione degli 80 euro in busta paga è dovuto, è utile ricordare chi ha diritto al bonus; Il bonus 80 euro è riservato a tutti i lavoratori che hanno avuto un reddito compreso tra gli 8mila e i 26 mila euro, per i redditi inferiori a 8mila euro il bonus Renzi non è dovuto poiché vi è incapienza,  il bonus non può essere percepito poiché la detrazione per lavoro dipendente è maggiore rispetto all’imposta Irpef dovuta.
Per  i redditi compresi tra 8mila e 24mila euro il bonus è pari a 960 euro annui, pari, appunto, ad 80 euro mensili.
Per i redditi compresi tra 24mila e 26mila euro il bonus Renzi va calcolato nel seguente modo: 26mila a cui si sottrae il reddito complessivo reale, si moltiplica per 960 e si divide per 2mila. In questo modo si ottiene il valore del bonus 80 euro totale annuo.
Per i redditi superiori a 26mila euro il bonus Irpef non è dovuto poiché si supera la soglia limite entro la quale il bonus è concesso.

Bonus 80 euro, 1,4mln di italiani deve restituirlo: chi sono e chi paga
Con la dichiarazione dei redditi molti hanno superato i limiti previsti dalla legge di fatto perdendo il diritto al bonus e quindi molti devono renderlo! Questo non accade solamente a chi ha superato i 26mila euro l’anno di reddito, ma anche per chi è sotto i 7500 euro il bonus 80 euro in busta paga sarà da restituire.
Molti lavoratori, che hanno perduto il lavoro nel corso del 2015, si sono visti trattenere la cifra relativa al bonus 80 euro in busta paga perché percepita indebitamente a causa del reddito troppo basso. Ma ci sono anche altri lavoratori che hanno perduto il diritto al bonus 80 euro perché la propria azienda non ha pagato le buste paga relative al 2015 e, guadagnando troppo poco ha dovuto restituire le somme percepite indebitamente.
Sono circa 1,4milioni gli italiani che saranno costretti a restituirlo. Di questi, 341mila sono quelli che dovranno restituirlo per un reddito troppo basso e la restituzione all’Agenzia delle Entrate dovrà avvenire in un’unica soluzione.
Di contro, però, c’è da dire che a fronte di tantissimi, troppi cittadini deventati improvvisamente debitori, e quindi passibili di essere raggiunti dalle spire di Equitalia, una gran parte di nuovi fruitori degli 80 euro sono maturati nel corso del 2015, e quindi gli 80 euro che devono essere restituiti da molti cittadini sono una partita di giro per i nuovi percettori.
In conclusione, il dato che emerge è la confusione che si genera per provvedimenti attivati troppo frettolosamente e soprattutto senza la giusta considerazione dei contro, che sin dalle origini è stata ben descritta sia dalla Corte dei Conti sia dalle opposizioni.
La vergogna si consuma nella beffa degli incapienti che oltre avere perduto reddito devono anche restituire in unica soluzione un importo che in questo momento diventa un macigno sulla condizione finanziaria nuova.
Abbiamo la certezza che il governo troverà una soluzione per tutti coloro che per incapienza si troveranno a dovere restituire le somme percepite, ma la consapevolezza che una leggerezza organizzativa ricadrà sulla collettività è disarmante! Ora dobbiamo pagare gli 80 euro ai nuovi aventi diritto e magari finanziare la restituzione di chi lo ha percepito indebitamente, e se non ci sono mai state le coperture sin dalle origini, sicuramente sarà un’altra operazione a deficit.
E poi ci lamentiamo perché l’Ue ci rimprovera l’incapacità di gestire le flessibilità e per questo motivo non vuole concederla? 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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