Comunali, Rampelli (FdI): "Con Giorgia è nato un nuovo centrodestra. Berlusconi suicida pro-Renzi"

06 giugno 2016 ore 15:22, Marco Guerra
“Forza Italia si è voluta suicidare per fare un favore a Renzi”. Fabio Rampelli, capogruppo di FdI a Montecitorio commenta con IntelligoNews i risultati delle elezioni amministrative ridisegnando il panorama del centrodestra italiano: “Noi siamo gli unici alternativi alla sinistra, possibili anche strade separate da Berlusconi”. 

Rampelli cosa dice questa tornata elettorale? 

È nato un nuovo centrodestra per volontà dei cittadini che hanno deciso autonomamente di dare fiducia a Giorgia Meloni e alla coalizione che l’ha sostenuta, altrimenti non saremmo mai arrivati al 21 per cento di preferenze.  Fratelli d’Italia in 3 anni è passato dal 5,9 ad oltre il 12 per cento; con la lista civica che ci ha appoggiato arriviamo ad un 17 per cento, il che vuol dire che molti elettori di Forza Italia hanno disobbedito a Berlusconi e hanno espresso un voto disgiunto per sostenere la candidatura di Giorgia Meloni a sindaco di Roma”

Comunali, Rampelli (FdI): 'Con Giorgia è nato un nuovo centrodestra. Berlusconi suicida pro-Renzi'
Forza Italia secondo lei ha pagato la scelta di sostenere Alfio Marchini? 

Forza Italia è defunta a Roma a causa di una scelta suicida di convergere su un candidato che già si sapeva che non avrebbe potuto raggiungere il ballottaggio. Tutti sapevano perfettamente che non era un candidato competitivo, i sondaggi con gli indici di gradimento giravano da mesi”.

Come si spiega questa scelta di Berlusconi?

“Abbiamo avuto ragione noi nel ritenere che Berlusconi ha voluto dare un aiutino per Renzi e Pd a rimanere in sella. Dico questo perché il Pd a Napoli non è arrivato al ballottaggio e se fosse stato escluso dal secondo turno anche a Roma i ‘dem’ sarebbero arrivati con il fiato corto anche al ballottaggio di Milano dove c’è una situazione di sostanziale parità. Perdendo tutto in un solo colpo, Renzi avrebbe dovuto togliere il disturbo”.

Quale panorama esce fuori dalle urne? E’ sempre più netta la frattura tra una destra che guarda al modello lepenista e una liberista e filo-europeista?

Ritengo superate queste due categorie; io credo che ci sia una destra alternativa alla sinistra e una che inciucia con la sinistra cercando di mettere insieme tutto e il contrario di tutto per governare seguendo le orme del ‘Patto del Nazareno’, di Verdini e di Alfano. Quest’ultima destra, perde su tutta la linea perché la gente vuole chiarezza e trasparenza. Quindi un centrodestra alternativo alla sinistra non c’è malgrado la ottima performance della Meloni. Abbiamo visto come la gente ha punito la presunta destra che fa prove tecniche di convergenza con la sinistra come non facevano neppure le peggiori forze della prima Repubblica”.

Di sicuro ora Fdi avrà un altro peso al tavolo della coalizione? 

“Fratelli d’Italia pesa per quello che ha conquistato a Roma. Vorrei ricordare che nel 2013 abbiamo raccolto 60mila voti; tre anno dopo Fdi insieme alla lista civica per Giorgia Meloni ne ha presi 180mila. Abbiamo triplicato voti in soli tre anni. Questo sbilancia l’alleanza e impone un esame di ridefinizione del centrodestra; nessuno ci costringe a stare insieme. Se non si riesce a trovare nuove basi per un accordo possiamo anche fare strade separate”.  

Possiamo parlare della fine della leadership di Berlusconi sul centrodestra italiano? 

Il dato di Forza Italia è molto significativo. Molti simpatizzanti azzurri hanno dato il loro voto a candidati nelle liste di Fi anche per via di un legame umano personale, ma nello stesso tempo hanno fatto un voto disgiunto per la poltrona di sindaco in favore di Giorgia Meloni. Questo è un dato disarmate per i ‘rimasugli’ di Forza Italia che ancora esistono nella Capitale: il partito di Berlusconi rischia di non prendere nemmeno un consigliere! A noi questo non fa piacere, ma abbiamo apprezzato il sostegno di tanti elettori di Forza Italia. I veri protagonisti di queste amministrative sono solo elettori moderati che non hanno obbedito al diktat dei poteri forti che erano tutti schierati per Giachetti e Marchini”.




autore / Marco Guerra
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