Comunali, Adinolfi (PdF): "Marchini flop. Cari vescovi, basta operazioni di retroguardia"

06 giugno 2016 ore 16:26, Americo Mascarucci
Mario Adinolfi, candidato sindaco di Roma per il Popolo della Famiglia legge con assoluto distacco le analisi dei commentatori che parlano di flop in merito al suo risultato.
Ad Intelligonews spiega invece come senza le lenti del pregiudizio e dell'ostilità preconcetta aver messo in piedi l'operazione non sia stato affatto inutile. 
"Questo è soltanto il primo passo di un lungo percorso - spiega - l'obiettivo finale sono le elezioni politiche. Eravamo alla ricerca di un incoraggiamento da parte degli elettori per andare avanti. L'incoraggiamento c'è stato e noi proseguiamo ora il nostro cammino più convinti che mai". Altro che flop, i consensi ottenuti sono stati dunque linfa vitale. 

Adinolfi, che giudizio dà di queste elezioni amministrative ed in particolare del risultato del Popolo della Famiglia?
"Direi che lo scenario è molto chiaro. Si registra una forte avanzata del Movimento 5 Stelle ora esposto però alla prova del governo visto che, salvo sorprese clamorose, Virginia Raggi fra due settimane sarà sindaco. Poi c'è un arretramento sostanziale del Pd e una confusione regnante del centrodestra. In tutto ciò si è registrata una presenza del Popolo della Famiglia con una prova elettorale direi straordinaria per un movimento che si è costituito appena otto settimane fa. Un dato nazionale dell’1,04 % è un risultato più che soddisfacente che potrebbe portarci pure ad essere determinanti ai ballottaggi. Ma a noi questo non interessa. Il nostro sguardo è proiettato sulle elezioni politiche che a questo punto non mi sembrano così lontane". 

Intanto però dovrete prendere posizione sui ballottaggi: che indicazioni darete?
"Lo decideremo sabato 11 giugno all'Assemblea nazionale. La mia proposta è quella di votare scheda bianca, ad iniziare da Roma"

Vede quindi un futuro per il Popolo della Famiglia?
"Ce lo hanno fatto vedere gli elettori dandoci un consenso significativo ed importante. Il mondo cattolico ha necessità di chiarezza. Centinaia di elettori cattolici sono usciti dalle chiese dopo aver assistito alla messa domenicale per andare a votare i 5 Stelle e questo è allarmante perché il M5S è un movimento avaloriale che propone i matrimoni multipli e non ha nessun rispetto per i principi non negoziabili. A Roma hanno fatto bottino di voti. E' urgente ricostruire una base valoriale, ed il Popolo della Famiglia lo sta facendo".

La Cei nella Capitale pare avesse benedetto la candidatura di Marchini. Visti i risultati del candidato centrista non è sempre più evidente un divario fra le gerarchie e il popolo dei fedeli? 
"A Roma l’operazione incarnata da alcuni personaggi in vista del Vicariato e del mondo cattolico ha prodotto una disfatta. Ci sono all'orizzonte leggi pericolosissime per la tenuta del nostro sistema sociale, basti vedere quello che è accaduto con le unioni civili, imposte con il voto di fiducia e presentate in pompa magna. Siamo soltanto all'inizio. 
Ai vertici della Cei dico: se si continueranno a fare operazioni di retroguardia, se si continuerà a non sostenere e anzi ad ostacolare i cattolici che da laici conducono battaglie in difesa dei principi non negoziabili, se si continuerà a contrastare un soggetto come il Popolo della Famiglia che ha nel suo statuto il ritorno all'unità politica dei cattolici, si avrà una diaspora preoccupante del voto cattolico cui farà da calamita il M5S. E si tratta del Movimento di Grillo che ha irriso il sacramento dell'Eucaristia, offrendo finte ostie ai propri adepti, un movimento che in Parlamento è pronto a sostenere le leggi più libertarie ed antivaloriali. Non so quanto i vescovi abbiano compreso il pericolo e si siano preoccupati di questo fenomeno". 

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