Visco: "Un ministro delle Finanze Ue? Ecco perché non funzionerebbe"

06 giugno 2016 ore 20:41, Adriano Scianca
“In Italia, negli ultimi anni c’è un movimento continuo nel cambiamento, dalla semplificazione della Pubblica amministrazione, che deve essere implementata, ai miglioramenti nel mercato del lavoro, che deve funzionare anche quando gli incentivi saranno eliminati, alla concorrenza, che deve garantire buon funzionamento mercato. Ci sono misure ancora mancanti come quelle sul welfare e su una gestione più efficiente del sistema pensionistico privato”. Parola del governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco al Festival dell'economia di Trento. 

Visco: 'Un ministro delle Finanze Ue? Ecco perché non funzionerebbe'
Il governatore ha sottolineato inoltre che la riforma delle pensioni “ha fatto diventare il nostro paese quello con la migliore sostenibilità”. Ma ci sono parecchie cose che ancora non vanno: “Mancano investimenti pubblici a livello europeo e le infrastrutture sono ancora carenti”. Per quanto riguarda la Brexit, che sta agitando i mercati, Visco ha detto che se al referendum nel Regno Unito vincesse l'ipotesi di uscita di Londra dall'Unione europea, “anche tra i Paesi dell'Eurozona ci potrebbero essere tentazioni di fuga, che sarebbero giustificate con la possibilità di regolare i tassi di cambio. Queste forze andrebbero contrastate”. 

Quanto all'ipotesi di dotare l'Europa di un ministro delle Finanze unico, Visco è apparso scettico, perché per poter effettivamente contare qualcosa questa figura “deve avere un bilancio, anche virtuale, ma con la capacità di consentire ad alcuni paesi interventi discrezionali per uscire fuori da situazioni eccezionali. Un ministro delle Finanze che non ha un bilancio unico e strumenti sovranazionali come titoli pubblici del sistema e un debito unico, riesca a fare cose diverse da quanto fa oggi la Commissione”.
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