Grecia, Tsipras scommette e vince contro la Merkel: via col cambiamento

06 luglio 2015, Americo Mascarucci
Grecia, Tsipras scommette e vince contro la Merkel: via col cambiamento
“La vittoria del no al referendum in Grecia è un risultato straordinario che porterà ad un cambiamento di visuale. Si sta decidendo qualcosa che nulla ha a che vedere con la finanza e l’economia, è geopolitica, questa è democrazia. Per la prima volta i banchieri, la Merkel faranno una riflessione, e questo è l'inizio. Io godo internamente della gente, siamo tutti a gioire col popolo greco”. 

Il commento del leader dei 5Stelle Beppe Grillo è soltanto il primo di una lunga serie alla vittoria del no al referendum greco, attraverso il quale i greci hanno bocciato le richieste della Troika sottoposte al governo Tsipras in cambio dello sblocco degli aiuti per saldare i debiti con i creditori ed evitare il default. 

I leader della Lega Nord Matteo Salvini non è da meno: “No. No. No. No all'Unione Sovietica Europea della disoccupazione e dell'immigrazione. Sì a una Nuova Europa, fondata sul lavoro e sul rispetto dei popoli. E se Renzi non se ne rende conto, ruspa anche per lui! La Lega c'è”. 

In pratica Salvini si candida ad essere il Tsipras italiano indipendentemente dalle profonde distanze di carattere politico ed ideologico; di estrema sinistra il leader greco, vicino a Marine Le Pen il Carroccio italiano. Silvio Berlusconi nei giorni scorsi aveva attaccato pesantemente Tsipras definendolo “la peggiore sinistra”, oggi invece sentite cosa dichiara il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta: “In Grecia ha vinto la democrazia e adesso in Europa nulla sarà più come prima. Adesso a Bruxelles ed a Strasburgo si dovrà capire al più presto cosa non funziona più, cosa questa Europa a trazione tedesca ha sbagliato in tutti questi anni. 

Occorre un nuovo inizio, con una nuova strategia inclusiva e che oltre al rigore abbia lo sviluppo e il benessere dei popoli come stella polare da seguire con assoluta determinazione”. Anche il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, superate per il momento le vicissitudini legali legate alla sospensione per la legge Severino, ha commentato: “Napoli è con il popolo greco. Tsipras non mollare. Oligarchi, banchieri cinici, professori opulenti dell’austerità, governanti cinici e ottusi, burocrati e politici senza scrupoli - dice - vogliono soffocare un popolo senza colpe. L'Europa così fallirà. All'Europa dei privilegiati, delle elites e dei capitali finanziari sostituiremo, partendo dal Mediterraneo, quella delle persone, dei diritti, del capitale umano, della gioia e dell'amore”.

Insomma, evviva Tsipras, evviva il popolo greco che ha mandato a quel Paese l’Europa e i suoi “ricatti”. Intanto il ministro delle Finanze Varoufakis ha annunciato l’intenzione di dimettersi per aiutare Tsipras a raggiungere un nuovo accordo con Bruxelles consapevole che con lui al tavolo sarà tutto più difficile. E infatti difficilmente i creditori accetteranno di discutere ancora con chi è stato responsabile di questa situazione di muro contro muro che ha portato all’epilogo di queste ore. 

Ad ogni modo la sovranità popolare va sempre rispettata e anche in questo caso non ci si può non inchinare di fronte ad un voto che chiaramente dimostra il malessere di un popolo contro un’Europa considerata opprimente, affamatrice, ricattatoria. La scia di Tsipras dunque non si è affatto arrestata come molti pensavano, il risultato del referendum segue l’onda lunga della vittoria della sinistra più estrema alle ultime elezioni politiche. 

L’antieuropeismo avanza e quindi attendiamoci che nuovi scossoni arrivino anche da altri Paesi. L’Europa certo un esame di coscienza se lo deve fare, deve riflettere sulla politica portata avanti in tutti questi anni, cercando di aiutare i popoli nella ripresa; perché di troppo rigore si può morire. Altrimenti sarà davvero difficile fermare i populismi in ascesa. “La dignità ha vinto la paura” questo è stato il primo commento a caldo del premier Tsipras ai risultati del referendum. I partiti europeisti, vedi ad esempio Nuova Democrazia di Samaras, sono sempre meno rappresentativi e sembrano aver perso il collante con l’opinione pubblica, che ogni giorno di più li considera schiavi delle oligarchie europee. 

Coraggio Europa, è il momento di cambiare, di voltare davvero pagina, per rafforzare l’euro e l’unità, altrimenti ci penseranno Tsipras e i suoi emuli a mettere in crisi il sistema e a far svanire un sogno, quello dei padri dell’Unione Europea che, storture a parte, resta un grande sogno. 

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