Greferendum, Fassina: "E' nato un Cnl dall’Eurozona. Tocca alla Germania evitare una nuova guerra fredda"

06 luglio 2015, Lucia Bigozzi
Greferendum, Fassina: 'E' nato un Cnl dall’Eurozona. Tocca alla Germania evitare una nuova guerra fredda'
“Ad Atene è nato un Cnl dall’Eurozona. Renzi si smarchi dalla subalternità al governo tedesco”. Cammina su questi due binari l’analisi di Stefano Fassina, ex Pd, nella conversazione con Intelligonews il giorno dopo la vittoria dell’Oxi. Lo abbiamo intercettato ad Atene mentre sta visitando “un ambulatorio sociale promosso e gestito dai volontari di Syriza” mentre nel pomeriggio sarà nei quartieri periferici della capitale prima del rientro a Roma. 

Come legge l’esito del referendum e quali sono i rischi e gli effetti?

«Il risultato del referendum è un atto di consapevolezza del popolo greco che dice no al terzo memorandum dell’Eurogruppo che come i primi due, avrebbe avuto effetti catastrofici. Nonostante le minacce ‘terroristiche’ di fonti interne ed esterne alle quali la Grecia è stata sottoposta; nonostante i ricatti, il popolo greco con consapevolezza e orgoglio dice no a ulteriori depressioni e no alla sudditanza politica»

Rischi ed effetti?

«Ora vedo il rischio che viene soprattutto dal governo tedesco, di chiusura, di punizione esemplare alla Grecia in quanto ha osato mettere in discussione l’ordine tedesco dell’Eurozona, l’ordine fondato sulla svalutazione del lavoro in alternativa alla svalutazione della moneta che sta portano l’Eurozona al naufragio; mentre avremmo bisogno di una radicale correzione di rotta per sostenere investimenti e la domanda; per regolare gli scambi delle merci e dei servizi nell’area dell’Unione. Chiediamo ancora una volta al presidente del Consiglio Renzi di smarcarsi dalla subalternità al governo tedesco; di incominciare ad affermare l’interesse nazionale dell’Italia e quindi di battersi in modo determinato per una svolta sulla Grecia»

Sul piano politico quali effetti per la sinistra anti-renziana che lei incarna?

«Nessuno è impegnato a costruire una sinistra anti-renziana. Noi siamo impegnati a costruire una sinistra di governo con un’agenda in grado di rispondere alle domande di lavoro, giustizia sociale, alle domande di scuola pubblica. Ed è evidente che chi di noi in questi anni ha criticato, fin dalla lettera della Bce, l’agenda liberista europea e ha proposto una forte alternativa, oggi trova energia dal voto greco»

Come valuta le dimissioni di Varoufakis?

«Un atto di grande responsabilità perché rende ancora più evidente che gli ostacoli a un compromesso di svolta, vengono da Berlino e non da Atene»

Molti tacciano Tsipras di comunismo, ma oggi non ritiene che le categorie politiche siano superate e che, di fatto, sia in atto uno scontro tra ‘casta’ e popolo?

«Beh sì. Casta non nell’accezione italiana; casta anzitutto intesa come aristocrazia finanziaria che poi, grazie al potere mediatico che possiede, scarica sulla politica le responsabilità principalmente proprie. Aggiungo che siamo di fronte a una sorta di Comitato di Liberazione (Cnl) in Grecia, perché la catastrofe portata ad Atene dagli interventi dell’Eurozona, è una catastrofe che merita una risposta da Cnl. E’ evidente che la Grecia aveva problemi prima dell’euro, prima della crisi del 2009 ma il punto è che la medicina che le è stata imposta ha aggravato la malattia, non solo in Grecia ma in tutta l’Eurozona»

Vede rischi di una guerra fredda 3.0?

«I rischi di una guerra fredda possono essere azzerati di fronte a scelte di responsabilità lungimiranti, anzitutto da parte della Germania. I rischi possono essere azzerati dai governi europei, in particolare francese e italiano, che devono smettere di appiattirsi sul governo tedesco e iniziare ad affermare il proprio interesse nazionale. Infine, dobbiamo sperare ancora una volta che gli Usa intervengano affinchè nel governo tedesco prevalga la lungimiranza».

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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