Greferendum, Gotti Tedeschi: "Il no voluto per iniziare a destrutturare l’Europa?"

06 luglio 2015, Marta Moriconi
Per l'ex dem ed esperto di economia Stefano Fassina, intervistato poco fa da IntelligoNews, "il risultato del referendum greco è un atto di consapevolezza del popolo greco (...) nonostante le minacce ‘terroristiche’ di fonti interne ed esterne alle quali la Grecia è stata sottoposta; nonostante i ricatti (...) i greci hanno detto no a ulteriori depressioni e alla sudditanza politica". Per l'autorevole economista, ex Presidente dello Ior, Ettore Gotti Tedeschi,  questa situazione nasconde invece diverse oscurità e, forse, c'è ben poco di lasciato al caso. Intercettato dal nostro quotidiano online, esprime alcuni
Greferendum, Gotti Tedeschi: 'Il no voluto per iniziare a destrutturare l’Europa?'
sospetti: "Mi vien da pensare che il risultato del no, fosse in realtà il risultato auspicato-sperato"...

Come ha letto e legge oggi l'affaire Grecia, dopo l'esito del referendum?

"Fatico ancora a crederci. Avrei giurato che il referendum (“ben orientato”), sarebbe servito a sfiduciare un governo non integrabile in Europa e perciò insostenibile. Il fatto che il governo abbia, di fatto, vinto il referendum, merita una riflessione, che al momento non saprei fare. E’ molto misterioso, ci siamo abituati a vedere influenzare le folle e i voti popolari, democraticamente, ma con qualche “aiutino”. Mi vien da pensare che il risultato del no, fosse in realtà il risultato auspicato-sperato, da qualche parte del mondo. Ma qualcuno ha capito davvero chi, e dove, è in grado di gestire queste influenze oggi?" 

Chi rischia di più: la Grecia o l'Europa "della Merkel"?

"Io credo che si debba fare attenzione a colpevolizzare la Grecia  per le sue supposte inadempienze e soprattutto a configurarla come responsabile di un rischio per l’Europa. Credo che qualche analista debba andare a studiare bene quello che successe intorno al mondo dopo lo scoppio della crisi nel 2008. Dico scoppio, nel senso  che il mondo ha scoperto che c’era una crisi, che in realtà esisteva  da trenta anni  e cresceva in modo allarmante da almeno dieci anni. Bene, suggerisco a questo analista di analizzare gli effetti della nazionalizzazione del debito privato delle famiglie americane ( per non far fallire le banche) e quale dimensione avesse avuto la crescita del nuovo debito pubblico americano. Poi suggerirei di indagare dove è stata collocata la parte di questo nuovo debito (quella non sostenuta dalla Fed) e che effetto ha avuto ( grazie alle agenzie di rating Usa), lo spread Greco ( e anche italiano, già che ci siamo) e perciò il costo del suo debito sovrano. Ecco, prendere coscienza di cosa è successo negli ultimi anni sarebbe una lezione salutare per tutti europei ed americani".
 
Quali effetti concreti dobbiamo attenderci?

"Il fatto che i greci abbiano votato no non significa che i greci abbiano ragione. Significa che una accorta propaganda ha saputo far leva sulle difficoltà intrinseche della popolazione greca convincendola che era opportuno il no. Opportuno, perchè l’euro ( nella attuale situazione di crisi e trattativa di soluzione) avrebbe potuto danneggiato il paese. Opportuno perché l’Europa è destinata a cambiare modello e forse struttura e governance . Opportuno perché solo con un referendum dove vince un no popolare, il governo greco potrà trattare meglio con la Germania e gli altri partner europei, ecc. Il no significa una cosa, che il voto si conquista, non si esprime; se si facesse un sondaggio vero (anche questa grande complessità…) per conoscere la consapevolezza dei greci su vantaggi-svantaggi di stare o uscire dall’Euro, dall’ Europa, annettersi alla Russia, alla Turchia, ecc. lei quale crede avrebbe potuto esser il risultato? Questa considerazione non vi insospettisce? Perché non pensare che il risultato non fosse ciò che da qualche parte si voleva e che si sia lasciato votare no per iniziare una destrutturazione dell’Europa? Non si sottovalutino i grandi cambiamenti di potere in corso, data l'instabilità dell’attuale “nuovo ordine economico mondiale”… Per esser sicuro di essermi spiegato, io sarei terrorizzato da questa ipotesi".

I debiti vanno rispettati, ma quando è malato il sistema, dignità e soldi, come politica ed economia, devono camminare insieme?

"Questa è una domanda “morale”, cosa è dignità dell’uomo? Se detta dignità fosse accettato antropologicamente che  è quella di una creatura di Dio , i mezzi ( politica ed economia) ,dovrebbero esser al suo servizio, in quanto fine. Ma quante “decine di persone” pensano che l’uomo sia realmente  una creatura di Dio e non l’evoluzione di un bacillo, da soddisfare solo materialmente?"

Cosa pensa delle dimissioni di Varoufakis e oggi il nuovo ministro dell'Economia cosa dovrebbe fare?

"Se io fossi ministro dell’economia della Grecia oggi, in queste condizioni, andrei prima di tutto a Lourdes  o a Fatima a chiedere una grazia speciale. Poi andrei, adeguatamente accompagnato, a cercare di capire cosa vuole realmente Obama, Putin, Li Keqiang  e Merkel. Poi farei riflessioni adeguate, con consiglieri adeguati".

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