Greferendum, G. Adinolfi: "Che buffonata: il Mediterraneo sarà in mano agli Usa"

06 luglio 2015, Marco Guerra
“Ma quale lezione di democrazia, il referendum greco è stato una buffonata”. Anche sul referendum greco l’intellettuale e scrittore Gabriele Adinolfi offre ad IntelligoNews un commento  in controtendenza. Secondo Adinolfi infatti hanno da festeggiare solo le lobby di inglesi e americane che puntano a dividere l’Europa.

Greferendum, G. Adinolfi: 'Che buffonata: il Mediterraneo sarà in mano agli Usa'
Lei ha detto che la Grecia si è consegnata nella mani di Draghi. Perché?

“Perché sarà lui nei prossimi giorni a decidere se dare o no liquidità alla Grecia. E di conseguenza tutto ora sta nelle mani dei padroni di Draghi, ovvero la City di Londra e Wall Street che dovranno decidere se dare ulteriore ossigeno alle casse elleniche. La Grecia in ogni caso la pagherà cara finché starà nelle mani di questo governo di buffoni che difende gli interessi delle classi parassitarie”.

L’esecutivo Tsipras ha tuttavia consentito al popolo greco di avere un sussulto di dignità con la scelta del referendum. Non trova?  

“No, non sono assolutamente d’accordo. Qual è questo sussulto di dignità? In realtà si è trattato di un buffonata! Scusi, ma è chiaro, se mi avessero chiesto di accettare o meno tutta una serie di tagli alle pensioni e di manovre recessive anch’io avrei detto di ‘No’. Ma il governo greco ponendo questo quesito al popolo se n’è lavato le mani, si è scrollato di dosso ogni responsabilità, praticamente il contrario di quello che è chiamato a fare”.

Ora che scenari possono aprirsi?

“Ora si aprirà la partita di quella che sarà l’Europa da qui al 2022, che potrà essere un Europa unica in cui si cercherà di ridurre gradualmente l'influenza tedesca o un Europa spaccata in due in maniera drastica: un parte più vicina a Berlino e un'altra sotto la sfera dell’imperialismo anglo-americano”.

I paesi del Mediterraneo ricadrebbe sotto questa seconda influenza…

“Il Mediterraneo in mano americana è un prospettiva sempre più plausibile, a questo punto la Germania dovrà accontentarsi di fare da nazione leader del Nord Europa, a meno che nel Sud del continente non emergano forse realmente social-rivoluzionarie”.

Alcuni affermano che il vero fronte tra Occidente e Oriente non passa in Ucraina ma in Grecia. Lei è d’accordo?

“Non c’è alcuno scontro tra Occidente e Oriente, la Grecia rientra nella ricomposizione del ordine mondiale che vede Usa e Cina spartirsi i continenti europeo e africano, un’azione che limita gli spazi di autonomia e di emancipazione dei popoli”.

E per fare breccia in Europa mirano ad indebolire la Germania…

“La Germania è sotto attacco perché ha fatto saltare una guerra aperta in Ucraina, perché cerca un suo spazio informatico, perché chiede una politica di reciprocità tra Europa e Stati Uniti, perché ha espulso agenti della Cia che spiavano il governo tedesco, e per tanti altri motivi che hanno indotto Washington ha dare luogo ad una strategia della tensione che mette gli altri Paesi europei contro la Germania, percepita ormai come la principale responsabile delle politiche d’austerità”.

Le dimissioni di Varoufakis che segnale sono?

“Sono un'altra pagliacciata di questa farsa;  in Europa da tempo avevano detto che non volevano più trattare con questo buffone, il quale ha atteso che si svolgesse il referendum per poi dimettersi”.

In questo scenario che ruolo può avere Alba Dorata?

“Dipende da tante incognite e da come reagiranno i ‘padroni del vapore’. Syriza  anche nel recente passato ha utilizzato la tensione interna da guerra civile contro gli esponenti di Alba Dorata. Ad ogni modo Alba Dorata ha i piedi ben saldi a terra e basa la sua azione su un serio  programma politico-economico. Ma ripeto tutto dipende anche da come reagiranno i tedeschi a questa aggressione, come reagirà la Bundesbank …andiamo verso un scontro tra la finanza e l’industria tedesca e la potenza finanziaria, perché solo sulla finanza si basa, anglo-americana. Nella peggiore delle ipotesi ci sono da considerare anche le mire secessioniste di Soros in Grecia, il quale punta a far nascere un grande Macedonia  con capitale Salonicco”.

Tutto questo può avere ripercussioni per l’Italia?

“Il governo Renzi non è stato minimamente chiamato in causa in questa crisi, ad ogni modo se la Grecia non pagherà i suoi debiti saranno inevitabili ripercussioni anche per l’Italia. Ci sono poi anche delle ripercussioni politiche sulla psicologia dei movimenti populisti italiani, francesi e spagnoli che stupidamente puntano tutto il loro discorso su una propaganda anti-euro e anti Ue – dico stupidamente perché alcune considerazioni contro la moneta meritano sicuramente di essere fatte  - questi movimenti rischiano involontariamente di creare effetti pandemici che portano tutto il Sud Europa verso un Terzo Mondo controllato dagli americani”. 
autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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