Cibi allunga-vita: oli, semi e salmone ci regalano qualche anno in più

06 luglio 2016 ore 10:14, Micaela Del Monte
Esiste una lista ben precisa di alimenti in grado di allungarci la vita e di migliorarla. I ricercatori facenti capo ala Harvard Chan School e al Brigham and Womes’s Hospital si sono infatti presi la briga di elaborare un minuzioso decalogo alimentare rivolto alla ricerca di tutti quei cibi che, in virtù di un mix di grassi mono-insaturi e poli-insaturi, riescono a garantire una longevità media decisamente elevata.

Nella particolare lista elaborata dagli studiosi americani figurano l’immancabile olio extravergine d’oliva, tutta la frutta secca, i semi di lino o di girasole e il pesce di tipo “azzurro”, con l’ormai celebratissimo salmone a fare la sua comparsa in virtù di un contenuto di omega-3 e altri acidi grassi insaturi decisamente al di sopra della soglia ottimale.

Cibi allunga-vita: oli, semi e salmone ci regalano qualche anno in più
Secondo lo studio pubblicato su Jama, il consumo quotidiano degli alimenti sopraelencati, potrebbe produrre un aumento dell’aspettativa di vita individuale pari al 11-19%; misura partorita a seguito di una lunga indagine statistica scolta su un campione pari a 126 mila volontari che ha mostrato come tutte le cause di morte prematura (quelle ascrivibili ad incidenti o decessi violenti ovviamente escluse) subissero un drastico calo di fronte all’adozione di un regime alimentare che, pur non rappresentando ancora il proverbiale elisir di lunga vita, assomiglia molto all’approdo dell’infinita ricerca incentrata sulle cause dell’invecchiamento precoce e della mortalità anticipata.

I ricercatori hanno notato che gli effetti sulla salute dipendevano da come venivano sostituiti i grassi saturi. Ad esempio le persone che hanno sostituito i grassi saturi con i grassi insaturi (in particolare quelli polinsaturi) avevano un rischio di morte complessivo decisamente più basso, così come per il rischio di morte per malattie cardiovascolari, cancro, malattie neurodegenerative, malattie respiratorie rispetto a coloro che hanno mantenuto un elevato consumo di grassi saturi. I risultati per quanto riguarda le malattie cardiovascolari sono in linea con gli studi precedenti che mostrano quanto si riduca il colesterolo cattivo quando i grassi insaturi sostituiscono i grassi saturi e trans. È emerso invece che le persone che hanno sostituito i grassi saturi con i carboidrati avevano solo un rischio di mortalità leggermente più basso. Inoltre la sostituzione di tutti i tipi di grassi con i carboidrati è stata associata a una mortalità poco più alta. Gli autori non sono sorpresi per questo ultimo risultato e si spiega con il fatto che nella dieta americana i carboidrati sono principalmente amido raffinato e zucchero che comportano un rischio di mortalità simile ai grassi saturi.

La raccomandazione - spiegano dunque i ricercatori - è quella di sostituire con i grassi insaturi "buoni" quelli cattivi, cioè quelli di origine animale com lardo, burro e ancora di più i grassi trans, sempre presenti nel cibo spazzatura o in generale in quello confezionato industriale, dagli snack ai fast food.
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