Farina-Ania: "Le assicurazioni possono supportare il rilancio dell’Italia"

06 luglio 2016 ore 10:22, Luca Lippi
Lo scenario è quello dell’assemblea Ania tenuta a Roma, il relatore è Maria Bianca Farina presidente di Ania, il messaggio è la candidatura a sostenere il sistema sanitario.
Andiamo con ordine. I numeri parlano di un settore (quello assicurativo) in buona salute con molte risorse da investire nell’economia reale ma con alcune sfide cruciali ancora da affrontare, in termini di prestazioni lorde, il comparto assicurativo a detta della Farina vale il 9% del Pil e il ramo vita raccoglie il 14% dei risparmi degli italiani. Questo consente al settore di archiviare il 2015 con una raccolta di 150 miliardi di euro in crescita del 2,5%. 
Più di tutti traina il ramo vita, +4% a 115 miliardi (grazie all’ascesa del ramo III, quello dei prodotti unit linked), che ha più che bilanciato la discesa dei danni in calo del 6,5%. Complice, soprattutto, la contrazione del premio medio, sceso attorno a 439 euro, inferiore di quasi il 20% rispetto a tre anni prima tanto che la distanza nel confronto con le polizze nel resto d’Europa si è assottigliata a 138 euro nel 2015 dai 213 euro del periodo 2008-2012. 
Ha sottolineato il presidente Farina che tutto questo: “ha fatto risparmiare agli italiani 1 miliardo di euro nell’ultimo anno” considerato che complessivamente i premi Rc auto sono scesi a 15 miliardi. Nonostante la costante discesa delle polizze, tuttavia scontrandosi con un incremento dei sinistri, il settore ha chiuso il 2015 con un utile complessivo (danni e vita) di 5,7 miliardi (6 miliardi nel 2014) e un roe del 10,1% dal 10,2% dell’anno precedente aumentando l’indice di solidità. 

Farina-Ania: 'Le assicurazioni possono supportare il rilancio dell’Italia'

Nei primi sei mesi del 2016, ha infine aggiunto il presidente, si sta però registrando una rilevante inversione di tendenza con “un ritorno verso i prodotti garantiti” rispetto al trend segnato lo scorso anno con il forte incremento dei prodotti vita del ramo III, quelli non garantiti. 
Le occasioni da cogliere sono numerose e non vanno sprecate, ha sottolineato Farina: “È fondamentale comprendere come le assicurazioni possano fare da supporto al rilancio dell’Italia e in ragione di questo sono tre gli ambiti che vanno esplorati: il welfare, la protezione, e il risparmio e gli investimenti”.
Maria Bianca Farina si candida ufficialmente a subentrare nel settore sanitario, di fatto invitando a una massiccia privatizzazione del settore, poi sarà bene chiarire con le garanzie di chi. 
Dice il Presidente dell’Ania: “Aumentano i rischi di non disporre di risorse sufficienti per garantire un tenore di vita adeguato. Ad esempio, già oggi, secondo una recente ricerca del Censis, la spesa privata per la salute ha superato i 34 miliardi, quasi 1.400 euro a famiglia. Soprattutto undici milioni di italiani, due in più rispetto a tre anni fa, hanno dovuto rinviare o rinunciare alle cure. Senza un disegno complessivo di riforma del sistema sanitario che individui le priorità e le maggiori necessità, tali situazioni sono destinate a diventare sempre più comuni”.
Prosegue Farina: “Come nel caso della previdenza, anche nel campo della sanità e dell'assistenza l'assicurazione può svolgere un ruolo determinante nel garantire la sostenibilità del sistema nel lungo termine. Negli ultimi 20 anni la spesa pubblica per la sanità è cresciuta a tassi superiori a quelli del Pil in tutti i Paesi Ocse. Negli stessi Paesi, l'incidenza media sul Pil della spesa pubblica per sanità e assistenza, oggi pari a circa il 6%, è prevista salire al 9% nel 2030 e al 14% nel 2060. L’Italia non fa eccezione a questi trend. Il peso della spesa sanitaria pubblica rispetto al Pil è grosso modo in linea con quello degli altri maggiori Paesi europei, ma è di tutta evidenza che una sua crescita significativa non sarebbe sostenibile. A maggior ragione perché già oggi alcune criticità caratterizzano il nostro sistema sanitario”.
Naturalmente, ecco che nel discorso della Farina emerge l’argomento su cui riflettere, e cioè chi garantisce e chi paga e quanto paga, poiché le assicurazioni scommettono, ma scommettono contro l’assicurato, non dimentichiamolo mai.
La Farina dice: “«Sul terreno della sanità e dell'assistenza siamo convinti della necessità di promuovere nel nostro Paese un framework analogo a quello della previdenza, con il ruolo centrale attribuito alle prestazioni pubbliche e un ruolo complementare affidato agli operatori privati, in linea con scelte già compiute in altri Paesi europei. Bisogna definire un sistema che integri operatori pubblici e privati, in un quadro unitario di regole a tutela degli assistiti, utilizzando lo strumento della compartecipazione alla spesa e quello della fiscalità per garantire equità e finalizzazione delle risorse a vantaggio della protezione delle famiglie. Siamo altresì convinti dell'importanza del ruolo che, per tali bisogni, può essere svolto dal welfare aziendale che, pertanto, deve essere incentivato nella contrattazione bilaterale”.
E quindi ecco il punto sui rischi che sarà il nodo cruciale da risolvere perché sconvolge totalmente l’impianto di tutto il sistema sanitario nazionale: “Nell’ambito della sanità  va menzionato anche il tema della responsabilità civile delle strutture e degli operatori sanitari. L’aumento del numero delle denunce per malpractice medica ha riguardato, negli ultimi decenni, molti Paesi sviluppati. Anche in Italia si tratta di un fenomeno importante e complesso che coinvolge professionisti, strutture sanitarie, compagnie assicurative e cittadini. La sostenibilità del sistema richiede la ricerca di un equilibrio complessivo che tenga conto delle esigenze di tutti gli attori coinvolti. Il disegno di legge di riforma della r.c. medica, attualmente all'esame del Senato, va nella giusta direzione. Le misure riguardanti la prevenzione e la gestione del rischio, la ridefinizione della responsabilità degli esercenti la professione sanitaria, nonché l'obbligo di assicurazione per le strutture sanitarie e i relativi operatori, mirano infatti a riequilibrare il sistema riducendo i costi e salvaguardando i diritti dei cittadini. Alcuni correttivi al testo attuale appaiono tuttavia necessari, ad esempio con riguardo all'azione diretta del danneggiato e al regime di autoassicurazione per le strutture sanitarie”. 
Tempi duri sia per i malati sia per gli operatori, calcolando che gli operatori del settore hanno una rappresentanza, in conclusione, alla fine chi paga?

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]