Moda green, la Sfilata Detox premia le multinazionali low cost: non solo Zara

06 luglio 2016 ore 12:12, intelligo
di Luciana Palmacci  

19 grandi marchi di moda nella Sfilata Detox di Greenpeace, il rapporto, giunto alla sua terza edizione, che valuta le prestazioni delle aziende che hanno aderito alla campagna che prevede l’eliminazione delle sostanze chimiche pericolose dai loro prodotti e dai processi produttivi e la pubblicazione di informazioni trasparenti sugli scarichi di sostanze tossiche da parte dei propri fornitori. 
Una moda attenta all’ambiente che premia Zara, H&M e Benetton come i più all’’Avanguardia’, perché hanno tenuto fede ai loro impegni verso la completa eliminazione delle sostanze tossiche. “Stanno guidando l’intero settore e imponendo un nuovo standard, a livello mondiale, per una moda libera dalle sostanze tossiche”, ha dichiarato Giuseppe Ungherese, responsabile campagna inquinamento di Greenpeace Italia.  

Moda green, la Sfilata Detox premia le multinazionali low cost: non solo Zara
Agli opposti Esprit, Nike, Victoria’s Secret, e LiNing che vengono relegati nella categoria ‘Retrovie’ perché non hanno compiuto i passi necessari ad impedire l’inquinamento da sostanze chimiche generato dalle loro filiere produttive. Dei 19 marchi internazionali valutati, 12 si trovano nella categoria “La moda che cambia” ovvero rientrano tra quelli che, nonostante i numerosi progressi, devono migliorare in alcuni criteri di valutazione per poter rispettare le scadenze del 2020, che prevedono la completa eliminazione delle sostanze tossiche. In questa categoria C&A, Fast Retailing, G-Star, Mango e gli italiani Valentino e Miroglio, con un punteggio più alto però poiché hanno ottenuto risultati migliori in termini di eliminazione delle sostanze chimiche e trasparenza delle filiere produttive.  

Spicca anche il settore tessile italiano che ha dimostrato una maggiore sensibilità per quel che riguarda l’eliminazione delle sostanze tossiche. Tra le aziende del nostro paese che hanno sottoscritto l’impegno Detox, oltre a marchi famosi come Benetton, Valentino e Miroglio, ci sono ben 50 aziende tessili e 27 di queste appartengono al distretto di Prato, il più grande distretto tessile europeo, diventato il cuore della rivoluzione Detox in atto nel nostro paese. “L’impegno assunto da numerose realtà tessili italiane dimostra come produrre rispettando l’ambiente, la salute e la sicurezza dei consumatori sia già possibile e alla portata del mercato“, ha fatto notare sempre Giuseppe Ungherese.
autore / intelligo
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