Studio su due mamme, Meluzzi: "Falsa ricerca, il punto è vedere come questi bambini diventeranno adulti"

06 luglio 2016 ore 16:41, Lucia Bigozzi
“L’optimum continua ad essere avere un padre e una madre, lo capirebbe anche un demente. E’ una falsa ricerca: il vero problema è che la genitorialità è stata inventata o dal Creatore per chi crede o dalla natura, per creare una ricchezza di stimolazioni che riveleranno il loro esito magari all’età di 30, 40 o forse anche 50 anni”. E’ un passaggio dell’analisi di Alessandro Meluzzi, psichiatra, sullo studio inglese focalizzato sui bambini che vivono con due mamme, in assenza totale del padre. Nell’intervista con Intelligonews, mette in guardia dai rischi… 

Secondo uno studio dell’Università di Cambridge non c’è differenza tra le famiglie tradizionali alle famiglie solo con due madri, cioè in assenza di padre. Esaminando le risposte degli stessi bambini emerge l’adattamento di questi in assenza del padre e sentimenti definiti neutrali per il 39 per cento e misti per il 28. Come commenta?

"E’ una falsa ricerca, mi stupirebbe il contrario: siccome è bello avere una mamma, suppongo che averne due sia ancora più bello. Il vero problema è che la genitorialità è stata inventata o dal Creatore per chi crede o dalla natura, per creare una ricchezza di stimolazioni che riveleranno il loro esito magari all’età di 30, 40 o forse anche 50 anni. Faccio un esempio: l’esercito americano studiò le reazioni allo stress tra militari 30enni che avevano avuto solo il padre o solo la madre. Quelli che sopportavano in maniera più rilassata e più rassicurata le frustrazioni con la fatica erano quelli cresciuti solo con la madre, ma quelli in grado di avere un comportamento di autodisciplina, di adeguamento a un sistema di regole erano i militari cresciuti da piccoli con il padre. E’ chiaro che i due profili se compresenti sono assolutamente indispensabili, perché la legge della madre è quella che dice io ti amo comunque sia perché ci sei; quindi pensiamo che bello averne due di madri. La legge del padre dice io ti amo se tu sei come me, quindi tu devi adeguarti ad affrontare frustrazioni, ad accettare regole. A questo serve la ricchezza delle stimolazioni, quindi suppongo che i bambini dello studio siano felicissimi, ma bisogna vedere come saranno quando avranno 40 anni e dovranno decidere se essere genitori o non esserlo". 

Studio su due mamme, Meluzzi: 'Falsa ricerca, il punto è vedere come questi bambini diventeranno adulti'
Al quesito sulla volontà di cambiare famiglia, il 51 per cento dice di no mentre il 38 desidera solo cambiamenti banali, non sostanziali. Che le dice questo dato?

"E’ un’ovvietà: nessun bambino cambierebbe mai le situazioni di attaccamento che ha. Ho visto un bellissimo filmato – questo sì per fortuna - di bambini di fronte alla notizia che il loro cane doveva essere lasciato per andare in vacanza: nessuno bambino voleva andare in vacanza. I bambini cercano attaccamento e stabilità, ci mancherebbe altro che chiedessero di non stare più con le due madri". 

Il 59 per cento del campione dice di non essere mai stato preso in giro a scuola e oltre il 63 per cento afferma di non essere stato discriminato. Da qui, lo studioso Zade, sostiene che ciò che influisce di più a livello comportamentale non è l'assenza del padre ma la qualità della relazione genitoriale. Condivide? 

"Mi sembrano tutte ovvietà. Ritengo che oggi anche i bambini che vivono in un orfanotrofio dell’Ucraina non si sentirebbero discriminati a scuola nella stragrande maggioranza dei casi. Leggevo l’intervista della figlia di Riccardo Schicchi e Eva Hanger che racconta come la bambina quando era a scuola veniva provocata dai compagni che la bullizzavano un po’ dicendo che la madre faceva la pornostar; però questi ragazzi diventati adulti si sono scusati per quell’atteggiamento. Per fortuna l’indice di tolleranza è cresciuto nella nostra società, ma questo non significa nulla rispetto alla ricerca, rispetto al valore di avere un genitore maschio e un genitore femmina. D’altra parte, sottolineo che poi essere figli di due madri è cosa radicalmente diversa che essere figli di due padri". 

In proposito, ritiene casuale o no la tipicità dello studio inglese condotto solo su due madri-genitori e in assenza di padre?

"Non c’è dubbio che di fronte alla disgrazia di un bambino che cresce con due genitori dello stesso sesso, preferirei che crescesse con due madri, perché crescere con due donne è incommensurabilmente meglio che farlo con due gay di sesso maschile che hanno le problematiche del maschile combinate con la presenza di una co-genitorialità di omogenere. L’optimum continua ad essere avere un padre e una madre, lo capirebbe anche un demente. Credo sia una di quelle ricerche preordinate in cui volendo partire dalla dimostrazione di un assioma predeterminato si sia scelto, probabilmente, quelli che avrebbero avuto la risposta migliore". 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]