Studio su due mamme, Adinolfi: "E' la Finestra di Overton. Studi inattendibili, poi saranno due padri"

06 luglio 2016 ore 17:12, Americo Mascarucci
"Non mi stupisco, l'ennesimo studio anglosassone sulle coppie gay rientra nella strategia persuasiva tipica della Finestra di Overton per convincere le masse ad accettare ciò che, fino a poco prima, era considerato inaccettabile". 
Così Mario Adinolfi leader del Popolo della Famiglia commenta ad Intelligonews lo studio elaborato dal Centre for Family Research dell’Università di Cambridge, in Gran Bretagna. 
Studio attraverso il quale si tenderebbe a dimostrare che un bambino che cresce con due mamme non avrebbe alcun problema d'adattamento, non sentirebbe la mancanza del padre e non avrebbe alcun desiderio di vivere in una famiglia naturale.

Adinolfi, secondo questo studio dunque non ci sarebbe alcuna differenza fra una famiglia naturale e una omogenitoriale

"Bisognerebbe capire innanzitutto come è stato condotto questo studio, come è stato selezionato il campione e chi lo ha commissionato. Molto spesso certi studi hanno come unico obiettivo quello di dimostrare una tesi preconfezionata. Tuttavia il tema non è se il bambino sta bene o male perché è evidente per esempio che un bambino cresciuto in una famiglia agiata cresca meglio di uno che vive in una famiglia povera. La tematica posta così è sbagliata. La domanda va posta dal punto di vista della verità. 

E quale sarebbe la verità?

"Il bambino può riconoscere come genitori due persone sostanzialmente estranee? Io sono figlio di mio padre e di mia madre e lo sarò per sempre, indipendentemente da ciò che accadrà ai miei genitori. In questo caso, chi sono i genitori? Attraverso gli studi tecnici si vuole far passare il concetto che un bambino possa star bene in una coppia gay. Peccato che il più delle volte questi studi che nascono in ambito anglosassone siano tutt'altro che obiettivi. Si va a prendere un campione ben mirato di bambini, spesso cresciuti in famiglie di omosessuali ricchi, che vivono in quartieri benestanti. E' chiaro che il contesto cambi radicalmente la prospettiva di valutazione e l'obiettività del giudizio. Resta poi il fatto che i bambini che vivono in una coppia gay sono una ristretta minoranza rispetto a quelli che vivono in una famiglia naturale. Difficile quindi fare una comparazione il più possibile attendibile. Per me la domanda di fondo resta invece un'altra: i figli hanno diritto di crescere con un padre ed una madre? "

Lo studio ha preso in esame soltanto bambini cresciuti con due mamme e non con due papà. Perché secondo lei? 

"E’ chiaro che la comparazione va fatta con due mamme, basti vedere anche le recenti sentenze della magistratura italiana sui casi di stepchild adoption. Un figlio che viene affidato a due mamme ha un impatto meno dirompente sull'opinione pubblica rispetto ad un bambino affidato a due padri. Ma attenzione, questo serve per preparare la strada anche alle adozioni gay da parte di due uomini. E' la "Finestra di Overton" che è una strategia di comunicazione precisa e ben mirata. E certi studi rientrano in questa strategia".

Dunque, tutto organizzato? 

"Prendiamo il caso dell'Inghilterra. Un tempo l'omosessualità era considerata addirittura un reato. In seguito, giustamente, si è passati con il combattere le discriminazioni sessuali trasformando gli omosessuali, da persone che commettono un reato, a vittime. E fin qui tutto nella norma. Poi però si è persuasa l'opinione pubblica sulla necessità di garantire diritti alle coppie gay arrivando al riconoscimento delle unioni civili come avvenuto in Italia. Da qui poi si è passati alla legalizzazione delle nozze gay e adesso alle adozioni per le coppie omosessuali. E' evidente come, passo dopo passo, si sia passati con il legittimare tutto ciò che prima era inaccettabile e certi studi pubblicati nel corso degli anni hanno costituito un tassello fondamentale di questa strategia comunicativa. Insisto quindi con il considerare certi studi inattendibili e del tutto estranei alla verità di fondo".


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