Studio su due mamme, Crepet: “C'è molta fretta di dati per dimostrare che il problema non esiste"

06 luglio 2016 ore 17:23, Lucia Bigozzi
“C’è molta fretta nel volere avere dei risultati perché si vuole da oggi stabilire che il problema non esiste”. E’ prudente Paolo Crepet, psichiatra, nel leggere lo studio su due mamme e i bambini che crescono con loro, condotto dall’Università di Cambridge. Nella conversazione con Intelligonews spiega che l’analisi non va condotta oggi su quei bambini, bensì domani sugli adulti che saranno. 

Secondo uno studio dell’Università di Cambridge non c’è differenza tra le famiglie tradizionali alle famiglie solo con due madri, cioè in assenza di padre. Esaminando le risposte degli stessi bambini emerge l’adattamento di questi in assenza del padre e sentimenti definiti neutrali per il 39 per cento e misti per il 28. Come commenta?

 "La differenza non dipende dal fatto di avere un padre, una madre o due madri, i bambini non sono così formali. La differenza fondamentale per un bambino è la qualità dell’ambiente familiare in cui si cresce, perché se il papà e la mamma litigano dalla mattina alla sera, è meglio avere due papà o due mamme". 

Studio su due mamme, Crepet: “C'è molta fretta di dati per dimostrare che il problema non esiste'
Al quesito sulla volontà di cambiare famiglia, il 51 per cento dice di no mentre il 38 desidera solo cambiamenti banali, non sostanziali. Che le dice questo dato?

"Mi dice poco, nel senso che un bambino non vorrebbe mai cambiare l’ambiente in cui cresce, così come le persone anziane anche i bambini sono molto conservativi: rispetto agli anziani hanno una capacità diversa di adattamento però fondamentalmente tutti i bambini del mondo gli va bene la famiglia che hanno a meno che dentro quella famiglia non succeda chissà quale diavoleria"

Il 59 per cento del campione dice di non essere mai stato preso in giro a scuola e oltre il 63 per cento afferma di non essere stato discriminato. Da qui, il titolare dello studio sostiene che ciò che influisce di livello comportamentale non è l'assenza del padre ma la qualità della relazione genitoriale. Condivide? 

"Se si tratta di bambini nati da spermatozoi conservati in una banca del seme, questi dati non mi sorprendono, per ora. Aggiungo io: i problemi non sono mai dell’infanzia. Anzitutto di questo studio va capito l’età dei bambini, altrimenti mischiamo le pere, le mele con le banane, perché a 5 anni è una cosa, a 8 è un altro mondo, 10 è un altro mondo ancora, quindi che non facciano gli spiritosi gli inglesi perché non è il caso. Sono cose talmente incomparabili, perché o si tratta di un gruppo di bambini omogeneo per età e allora si può fare un discorso; diversamente se sono bambini piccoli, i risultati di questa ricerca non mi sorprendono: ovvio che un bambino piccolo sia contento di dove si trova. L’identità sessuale arriva a 14 anni, non a 8: bisognerà dire a quei signori di Cambridge di aspettare 5 o 6 anni poi ne riparliamo". 

C’è un rischio o no nella crescita di un bambino in assenza di padre?

"Non lo so. So ciò che dicono i bambini adottati perché su questo abbiamo dati, tutto il resto sono opinioni. E’ come se uno dicesse: è una malattia che sviluppa da 50 anni in su; se io intervisto tuti i 40enni è chiaro che sono tutti sani. Il problema è capire cosa, come, dopodichè ci saranno risposte molto diverse perché non stiamo parlando di cellula ma di esseri viventi; quindi ci saranno persone che rispondono in un certo modo, altre in un modo differente. Quanto alla figura paterna… mi dispiace che facciano queste cose perché come qualsiasi psicologo dell’età evolutiva sa, la figura paterna ha un valore da una certa età in avanti perché normalmente, almeno che la madre non sia morta di parto, il rapporto tra il bambino è la madre è fondamentale nei primi anni dopodichè le cose cambiano. Adesso loro dicono non c’è nessuna differenza, ma è logico a quell’età lì. Eppoi c’è un altro aspetto che va considerato, ovvero se a un certo punto le due mamme si separano e come si separano. Insomma, c’è molta fretta nel volere avere dei risultati perché si vuole da oggi stabilire che il problema non esiste. Penso anch’io che potrebbe anche non esserci alcun problema ma voglio vedere i dati, su queste cose non si va sulla fiducia". 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]