Rosso San Valentino. Una fiction Rai diversa ma sempre uguale: soliti tradimenti e triangolazione amorosa

06 maggio 2013 ore 10:31, Americo Mascarucci
Rosso San Valentino. Una fiction Rai diversa ma sempre uguale: soliti tradimenti e triangolazione amorosa
Si intitola Rosso San Valentino, è la fiction prodotta da Endemol, diretta da Fabrizio Costa e trasmessa da Raiuno il martedì ed il mercoledì in prima serata. A giudicare dagli ascolti il prodotto sembra azzeccato
. Il cast senza dubbio è di alta qualità, con al centro l'intramontabile Andrea Giordana. La storia invece non sembra offrire nulla di nuovo, se non l'ennesima riproduzione di un copione già visto e soltanto riadattato nei contenuti e nelle location. Guardi le puntate e ti sembra di assistere ad una fiction già rivista, magari si intitolava Incantesimo, oppure Sospetti, oppure ancora Amanti e Segreti tanto per citare alcuni degli sceneggiati di maggior successo trasmessi dalla Rai. La storia ruota intorno ad un'industria di cosmetici che produce un profumo chiamato proprio Rosso San Valentino. In realtà il profumo è solo il facile alibi per nascondere una trama fatta di gelosie, tradimenti extra coniugali, rivalità familiari e sentimentali, complotti costruiti ad arte per eliminare il personaggio principale che ostacola i progetti degli altri protagonisti. Sullo sfondo la scontata storia d'amore stile triangolo, lui, lei, l'altra. C’è il rampollo dell'aristocratica famiglia pronto alle nozze che, complice il classico colpo di fulmine, si innamora dell'altra e manda a zampe per aria il matrimonio. C'è lei, la ex fidanzata sedotta e abbandonata che dopo aver tentato maldestramente il suicidio fa di tutto per riprendersi l'amato. E in terza posizione c'è l'altra, che poi è la protagonista della fiction, fatta oggetto di calunnie, di trame oscure, di veleni a non finire. Non può mancare il momento di crisi, con lui che cade nell’inganno, allontana la donna amata credendo alle accuse costruite ad arte contro di lei e inevitabilmente subisce il richiamo dell'ex che cerca di insinuarsi nuovamente nella sua vita. Per rendere il finale meno scontato, arriverà per la protagonista la scoperta di un figlio che credeva di aver perso e che, guarda caso, è il nipote dell'uomo amato che nel frattempo si è affezionato a lei molto più che alla presunta madre. Sarà questo l’unico colpo di scena finale? La fiction si avvia alla conclusione e nelle case degli italiani i fazzoletti sono già pronti, lindi e puliti, per dare il via al valzer delle lacrime. Perché in fondo, al di là dei trambusti subiti, tutti vorremmo essere parte della storia calandoci nei panni dei personaggi vincenti, quelli che uniscono il grande amore al potere e alla ricchezza. Questo è il dramma, lasciarsi affascinare da storie entusiasmanti ma torbide al tempo stesso che sembrano accomunate dall'unico comun denominatore di capovolgere la scala dei valori. Ed ecco che la Rai, specchio del paese, ci propina fiction diverse ma sempre uguali a se stesse, dove la triangolazione amorosa ed i tradimenti assurgono a regola di vita. La famiglia tradizionale, quella che fra mille difficoltà cerca di rimanere unita, fedele a determinati valori, non fa audience, non soddisfa gli appetiti da guardoni dei telespettatori italiani. Se la televisione è davvero lo specchio del paese forse è il caso di iniziare ad interrogarsi seriamente sul perché la vita reale è sempre più drammaticamente simile alla fiction. Con la differenza che il finale tragico da cronaca nera che ci viene raccontato dai telegiornali o dai rotocalchi nei momenti televisivi di vita reale, non fa parte di un copione studiato a tavolino, ma scaturisce proprio dal rifiuto di quel triangolo tanto ricercato nelle fiction.
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