In Australia altro che buonismo: gli italiani trattati come schiavi

06 maggio 2015, intelligo
In Australia altro che buonismo: gli italiani trattati come schiavi
Altro che buonismo all'italiana. Gli australiani usato il pugno duro con gli italiani immigrati per lavorare. Per lavorare appunto, e quindi poco importa se la maggior parte dei giovani che arrivano è laureata. Serve forza lavoro e fresca per coltivare i campi. 

Così i 15 mila i ragazzi italiani attualmente in Australia, che hanno meno di 31 anni vanno con il visto temporaneo “Vacanza lavoro” ma in realtà vengono sfruttati con orari impossibili e, ovviamente, per pochi spicci in tasca.

Sembra che siamo una sorta di "cinesi europei" per gli australiani.  
Tra l'altro sono legati a un'esigenza di un documento che attesti il loro lavoro prolungato per almeno tre mesi. Questo li rende facilmente ricattabili.

Ragazzi validi e in gamba da utilizzare per raccogliere pomodori, patate o cipolle. E si parla di 12 ore al giorno compresa la possibilità di rimboccarsi le maniche anche di notte se serve. 

L'accusa che ha preso la forma di un'inchiesta è di “Fours Corners” che ha parlato con alcuni ragazzi che hanno raccontato storie di abusi sessuali e violenze non solo su italiani, ci sono gli inglesi e tanti asiatici. 

In tutto si contano 145 mila visti di questo tipo, spesso prorogati. 


autore / intelligo
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