Dalla Mussolini a Bianconi i sì e i no sul Partito Repubblicano che vuole Berlusconi

06 maggio 2015, intelligo
Dalla Mussolini a Bianconi i sì e i no sul Partito Repubblicano che vuole Berlusconi
Listone unico del centrodestra per costruire il partito Repubblicano - sul modello americano - da contrapporre al Pd. Contromossa di Berlusconi all’Italicum di Renzi. Dibattito aperto, ma in Forza Italia si ripropone il solito schema degli opposti. 

La senatrice Alessandra Mussolini a Intelligonews condivide e rilancia l’idea del leader di Fi sostenendo che “il punto non è se sia esportabile il modello americano, quando piuttosto la necessità – oggi più che mai – di riunire il centrodestra frantumato in tanti rivoli. Non sarà un lavoro facile perché vengono tutti dalla diaspora del Pdl…Alfano, Meloni…Ma è necessario per la democrazia altrimenti, con questa legge elettorale, avremo un solo partito al comando per i prossimi anni: il Pd”. Per far questo, secondo la Mussolini “tutti, sia i leader dei partiti del centrodestra che le varie anime all’interno dei partiti, devono abbassare le penne”.

Visione diametralmente opposta dalle file dei dissidenti fittiani che con Maurizio Bianconi replicano con annesse critiche: “Berlusconi fa un gran polverone con un futuro Partito Repubblicano di stampo americano. Ma lo sa che il partito repubblicano americano non prevede re, numi tutelari, satrapi e sultani? Insomma non ci sarebbe posto per tipi come lui. In più il cuore di quel partito sono le primarie, metodo sul quale hanno guadagnato l'uscita un sacco di gente per la ferma opposizione del capo a quel metodo”. Della serie: buono lo schema ma non è applicabile al ‘modello Berlusconi’. 

Perché, aggiunge Bianconi, “nel partito repubblicano americano non si destituiscono i dissenzienti, non si commissariano gli oppositori, non si elimina dalle liste chi non si prostra e non lecca e chi, colpevole di aver consensi, viene fatto fuori per favorire i cretini raccomandati di turno. La sintesi è che mentre il capo ha perso 11milioni di voti non ha perso il vizio di prendere per i fondelli chi gli ha dato fiducia. Non c'è peggior protagonista di colui non sa uscire con dignità dalla scena”. 

Fuori dal recinto di Forza Italia, l’idea berlusconiana trova subito il muro di Fratelli d’Italia. La laeder del partito, Giorgia Meloni non ci gira troppo intorno: “Leggo insistenti indiscrezioni di stampa che vorrebbero Berlusconi impegnato a rottamare definitivamente Forza Italia per costruire un partito repubblicano all'italiana. Lo diciamo subito: Fratelli d'Italia non è disponibile a nessuna ammucchiata”. 

Poi argomenta: “Ci abbiamo già provato, si chiamava Popolo della Libertà ed è naufragato. Non si può riproporre lo stesso identico schema, con gli stessi limiti e difetti, cambiandogli solo il nome”. Per la Meloni significherebbe mettere al fuoco “un minestrone indigeribile” e sarebbe “l'ennesima e inaccettabile presa in giro nei confronti degli italiani che si riconoscono nel centrodestra”. 

Quanto al parallelismo col modello americano, la leader di FdI è altrettanto chiara: “Senza contare poi che negli Stati Uniti il Partito repubblicano non fa inciuci con il Partito democratico e riesce ad essere unito perché celebra le primarie: l'esatto contrario di quanto fatto in questi anni dal PdL prima e da Forza Italia poi. Detto questo, non possiamo che prendere atto che Silvio Berlusconi giudica definitivamente conclusa l'esperienza del suo partito e che l'alternativa più credibile rimasta per gli elettori delusi del centrodestra è Fratelli d'Italia: noi siamo sempre rimasti dalla stessa parte a difendere i principi e i valori del centrodestra”. 

I giochi sono appena iniziati...

LuBi

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