Coste italiane "al cemento": rischi e denuncia dell'Ispra

06 maggio 2015, Micaela Del Monte
Coste italiane 'al cemento': rischi e denuncia dell'Ispra
Secondo il rapporto 2015 sul consumo di suolo diffuso dall'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) il 20% delle coste italiane, ovvero l'equivalente della costa sarda, sarebbe stato "cancellato" dal cemento.

Sempre in base al rapporto Ispra sono stati spazzati via anche 34mila ettari all'interno di aree protette, il 9% delle zone a pericolosità idraulica e il 5% delle rive di fiumi e laghi.

Quindi è stato "impermeabilizzato" (sinonimo di "cementificato" nel rapporto) il 19,4% di suolo compreso tra 0 e 300 metri di distanza dalla costa e quasi e il 16% compreso tra 300 e 1.000 metri. I dati evidenziano inoltre che l'Italia nel 2014 ha "sacrificato" una porzione ulteriore del suo territorio: le stime portano al 7%, dal 6,9% del 2013, il suolo direttamente impermeabilizzato (il 158% in più rispetto agli anni '50), mentre è oltre il 50% il terreno che, anche se non direttamente coinvolto, ne subisce gli impatti.

Nella classifica delle regioni più colpite si confermano al primo posto Lombardia e Veneto (intorno al 10%), mentre alla Liguria vanno le maglie nere della copertura di territorio entro i 300 metri dalla costa (40%), del suolo consumato entro i 150 metri dai corpi idrici e quella delle aree a pericolosità idraulica (il 30%). Tra le zone a rischio idraulico è invece l'Emilia Romagna, con oltre 100.000 ettari, a detenere il primato in termini di superfici.

Per Ermete Realacci, presidente della VIII commissione ambiente territorio e lavori pubblici della Camera, "i drammatici dati del rapporto Ispra sul consumo di suolo, a partire dai cinquantacinque ettari persi ogni giorno, confermano la necessità di fermare il consumo di suolo come una priorità per il Paese. Per contrastare la perdita di terreno libero è necessario anche favorire il recupero e la riqualificazione edilizia, come è stato fatto con il credito di imposta e l'ecobonus, e promuovere la rigenerazione urbana. Bisogna inoltre valutare le opere infrastrutturali sia in base alla loro utilità, che al loro impatto sui territori coinvolti". 

"È da tempo in discussione alla Camera, alle Commissioni Ambiente e Agricoltura, un Ddl contro il consumo di suolo, il ministro Galletti - ha proseguito Realacci - mi ha assicurato che il dicastero dell'Ambiente procederà celermente a recuperare il ritardo nel dare i pareri sugli emendamenti depositati per poter consentire alla legge di procedere in tempi rapidi".
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