Civati, parla Mineo: "Scelta sacrosanta. In 22 vogliamo un chiarimento da Renzi, altrimenti via"

06 maggio 2015, Marco Guerra
Civati ha deciso: esce dal gruppo. Il deputato 'dissidente' è forse solo il primo ad abbandonare Renzi. Non è il solo infatti ad aver manifestato la volontà di non sostenere più il governo. In crisi c'è un po' tutta la minoranza Pd. IntelligoNews ha chiesto a Corradino Mineo se si sente calzante la dichiarazione di Pippo quando dice: "Altri hanno cambiato idea, avanti e saremo tantissimi". Ed ecco una risposta sincera, che non trascura di affrontare il tema della
Civati, parla Mineo: 'Scelta sacrosanta. In 22 vogliamo un chiarimento da Renzi, altrimenti via'
Cosa Rossa. 

Mineo, come va letta l'uscita di Civati. Strappo importante o tutto previsto?

“Ma quale tutto previsto l’uscita di Civati è un fatto gravissimo. Significa non riuscire a fare una battaglia più larga, più comune, più coinvolgente dentro il Pd. Stiamo parlando di uno dei tre candidati delle primarie, e che non si ritrovi più nel partito è un dato molto pesante. Dopo la fiducia all’italicum credo che sia necessario fare una battaglia più netta e chiara. E Renzi deve riflettere su questo continuo spianare gli avversari senza volerli ascoltare”.

Qualcun’altro è pronto a lasciare il gruppo e a seguire Civati?

“Dopo lo sciopero generale della scuola, ieri sera ci siamo ritrovati in 22 senatori del Pd a discutere. Nessuno ha voglia di creare gruppetti ma siamo tutti decisi a chiedere a Renzi più chiarezza su quelle che saranno le prossime mosse del governo. Il premier ha detto che ci sarà una svolta a sinistra. Lo staremo a vedere su i grandi temi come l’Europa, l’assetto democratico delle istituzioni - quindi la riforma del senato - e le politiche del lavoro. Ma su questi temi dovremo anche produrre una proposta alternativa perché al momento l’unica linea politica in Italia è quella espressa da Renzi”.

Quindi la battaglia si farà all’interno del partito? 

“La battaglia c’è già stata alla Camera, 50 esponenti del Pd che hanno votato contro l’Italicum non sono poca cosa. Ma fare battaglia significa anche prendere atto che la politica complessiva di Renzi è non compatibile con il mandato del 2013. Non si era detto infatti di fare alleanza con il centro-destra. Davanti a tutti questi cambiamenti è necessario che si vada ad un chiarimento, altrimenti è impossibile andare avanti. Insomma nessuno vuole stare dentro il partito della nazione, partito omnibus che prende destra, sinistra, centro”.

Se non ci sarà chiarimento nascerà la Cosa Rossa con Landini e Vendola? 

“Ribadisco, prima di pensare alla Cosa Rossa, bisogna capire cosa vuole fare Renzi. Se la svolta a sinistra sarà solo mediatica si prenderanno sicuramente delle decisioni. Ma non si può uscire dalla porta di servizio lasciando campo libero al renzismo. Dobbiamo formulare delle proposte complessive sul tipo di società che si vuole costruire, se tali proposte non saranno compatibili con quelle di Renzi allora ci si separa. In quel momento lo stesso Renzi non potrà più dire “li voglio dentro” perché non avrà più senso”.  

Quindi per ora Civati resta da solo...

“Al momento nessuno auspica una scissione, ad ogni modo posso dire che le ragioni espresse da Pippo sono sacrosante. La sinistra chiede delle cose e il grande rinnovatore fa finta di non sentire. Non si può tollerare un Pd geneticamente modificato”.

Renzi vi è scappato di mano o è un fenomeno che non avete saputo prevedere?

“Renzi  è la conseguenza di una sconfitta storica della sinistra che è stata per anni subalterna a Berlusconi e poi si è consegnata a Napolitano che ha imposto l’alleanza con Berlusconi e il centro-destra. Una sconfitta che ha portato all’ambiguità. E Renzi ora afferma di fare cose di sinistra come il doppio turno, ma il ballottaggio nel collegio è di sinistra non il plebiscito per eleggere il premier”. 
autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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