Discriminato al rovescio, non pantaloni rosa ma una t-shirt della Manif. E viene aggredito

06 maggio 2015, intelligo
Discriminato al rovescio, non pantaloni rosa ma una t-shirt della Manif. E viene aggredito
Succede anche questo, ma non se ne parla perché non fa notizia un eterosessuale, per la famiglia, che solo per il fatto di aver indossato una maglietta che raffigurava proprio i componenti di un nucleo familiare, è stato picchiato al parco. 

E invece pare che le aggressioni non le facciano solo gli omofobi, ma i brutti e cattivi in questa storia denunciata dalla stessa Manif Pour Tous, l'associazione nata con lo scopo di “garantire la libertà di espressione, preservare l’unicità del matrimonio tra uomo e donna e il diritto dei bambini ad avere una mamma e un papà”, sarebbero gay. 

Il protagonista della vicenda è un ragazzo di Roma, e la storia risale al primo maggio scorso. Non ha pantaloni rosa, ma una maglietta firmata Manif. 

Durante un picnic in un parco in zona Tiburtina, il ragazzo è stato insultato e strattonato, a causa della sua t-shirt che con la famiglia che si tiene per mano.

L’aggredito avrebbe raccontato di essere stato circondato da tre persone (due uomini e una donna ), apostrofato e poi spinto a terra. 

“Questa maglietta te la devi togliere. Sei un fascista, sei un antiabortista e un cattolico integralista”, gli avrebbero gridato contro. 

Al suo rifiuto, e il comunicato specifica "in presenza di testimoni", gli sarebbe statasquarciata la t-shirt con violenza. 

Secondo  quanto riporta la vittima, l’autore del gesto ha affermato di essere “gay e anarchico” e di voler picchiare quanti indossano magliette con quel simbolo. 

A questo punto parla Jacopo Coghe, presidente de La Manif Pour Tous Italia, che condanna la violenza: “Difendere la famiglia oggi, significa rischiare violenti attacchi personali. Quanto accaduto a Roma è un fatto gravissimo, che testimonia la volontà di intimidire chi sostiene un’associazione pro-family come la nostra, che tra l’altro è apartitica e laica. Siamo nati per promuovere la libertà di opinione – conclude Coghe – e per questo minacce e prepotenze non riusciranno a chiuderci la bocca”.

Al di là del fatto, che chiarirà chi di competenza, sarebbe bello per una volta pronunciarsi tutti, nessuno escluso, contro la violenza. 
autore / intelligo
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