Visco & crisi banche: "mercato irrazionale" e "bailin sbagliato"

06 maggio 2016 ore 10:14, Luca Lippi
È persino “tenera” la difesa delle banche italiane da parte del Governatore di Bankitalia. Invero il sistema non è in pericolo, semmai i crediti deteriorati mettono in pericolo la stabilità del sistema della Pmi che non ricevono credito a causa di chi ne ha ricevuto troppo o, causa la crisi, si ritrova fortemente appesantito e non è riuscito a rendere il prestito.
Il governatore dice: “Ci sono buone ragioni per sostenere che siano esagerate le preoccupazioni dei mercati sulla qualità degli attivi delle banche italiane, hanno un alto livello di garanzie sui crediti deteriorati (i cosiddetti Non performing loan, npl) e una più che piena copertura".

Visco & crisi banche: 'mercato irrazionale' e 'bailin sbagliato'

In questo modo Visco conferma quanto dichiarato in occasione del lancio del Fondo Atlante, secondo Visco il fondo Atlante è una vera svolta per il sistema bancario, in concreto dice esattamente: “L'elevato livello dei prestiti deteriorati continua a rappresentare il principale fattore di vulnerabilità delle banche italiane ma le molteplici misure per farvi fronte cominciano a dare frutto”.
Gli Npl alla fine dell'anno scorso arrivavano a 360 miliardi, al lordo delle coperture. Visco ha riconosciuto che i crediti morosi sono certamente considerevoli, "ma sono più che interamente coperte da garanzie immobiliari e altre garanzie: gli accantonamenti per sofferenze sono aumentati costantemente dalla metà del 2012 e gli indici di copertura sono in linea con la media per le principali banche europee". 
La cosa ancora più importante, però, è che Visco ha definito "sbagliata" la percezione diffusa tra gli addetti ai lavori che la stessa Bce stia facendo pressioni per una rapida dismissione dei crediti deteriorati. 
La vendita veloce dei pacchetti di prestiti di difficile esigibilità farebbe abbassare il loro prezzo, con danno per i bilanci degli istituti. Paura che si è fatta sentire in Borsa, dove i corsi azionari sono stati al ribasso negli ultimi tempi. Ma Visco ha ribadito che sia il governatore Mario Draghi che i vertici della Vigilanza bancaria hanno "recentemente e pubblicamente chiarito" che non ci sono pressioni in tal senso.
Visco ha soprattutto espresso una critica, la stessa che Bankitalia ha già fatto in passato alle nuove regole per la risoluzione delle banche, il cosiddetto bail-in che prevede il coinvolgimento di azionisti, obbligazionisti e correntisti sopra 100mila euro prima di ricorrere ai soldi pubblici: "Uno strumento studiato per ridurre l'impatto di una crisi non deve creare le premesse per renderne probabile un'altra: se è così, il suo design o il suo funzionamento devono essere ripensati". Di contro, per le banche si dovrebbe contemplare "la possibilità di ricorrere a una rete di protezione pubblica e, in un'Unione come la nostra, anche a una sovranazionale in presenza di rischi sistemici e di contagio". Quindi l'esempio suggestivo: "Se fallisce un supermercato, lo chiudi e un altro apre. Se fallisce una banca, è molto improbabile che ne apra un'altra, è più probabile che quella accanto cominci ad avere problemi".

autore / Luca Lippi
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