Precariato, Fusaro: "Giannini? Parole raccapriccianti. Chi l'ha detto che il modello debba essere quello americano?"

06 maggio 2016 ore 12:32, Lucia Bigozzi
“Dalla Giannini parole raccapriccianti”. E’ categorico il commento del filosofo Diego Fusaro sulle dichiarazioni della ministra dell’Istruzione durante l’incontro con l’omologa tedesca Wanka sulla formazione professionale. Nell’intervista con Intelligonews mette in guardia dai modelli tedesco e americano e ne spiega le ragioni. 

Come si combatte la decrescita? “Importando i migranti, per la ministra tedesca Wanka - secondo quanto riportano alcuni quotidiani nazionali - che hanno una precisa funzione economica perché vanno a inserirsi in uno spazio economico vuoto”. Che ne pensa? 

«Penso che c’è una sola parola per definire il modello tedesco: “Deportazione di massa”, ovvero ripresa delle pratiche di Auschwhitz cambiate di nome ma sempre quelle pratiche restano? Il futuro sembra la deportazione e il lavoro forzato di esseri umani trattati come schiavi. La storia insegna ma non ha scolari, diceva Gramsci» 

Precariato, Fusaro: 'Giannini? Parole raccapriccianti. Chi l'ha detto che il modello debba essere quello americano?'
Un maggiore precariato non sarebbe sinonimo di malessere, per la ministra Giannini - secondo quanto riportano alcuni quotidiani nazionali - , dobbiamo tendere sempre più verso il modello americano, in cui la flessibilità, che è sinonimo di precariato, è la base di tutto il sistema economico. E’ così?

«Sono parole raccapriccianti, perchè intanto che non creino malessere è ovvio per lei che non vive nel precariato e ha un posto fisso. Ma che creino malessere, invece, è provato da studi psicologici e sociologici. Il precario è in una situazione di subalternità reale e simbolica perché permanentemente sotto ricatto e privato dei diritti minimi e delle garanzie più elementari; ed è lo schiavo ideale per il sistema, sempre ricattabile proprio come il migrante. Migranti e precari sono due facce della stessa medaglia, sono privi di un posto fisso, sono nomadi, costretti a spostarsi secondo le esigenze del capitale. Per cui, chi crede in queste cose dovrebbe vergognarsi profondamente»

Il nuovo sistema economico italiano ispirato ai modelli tedesco e americano, per  la ministra Giannini - secondo quanto riportano alcuni quotidiani nazionali -, renderebbe il Paese maggiormente competitivo su scala globale. Esiste solo il modello americano?

«Mi si consenta di dire che è altrettanto raccapricciante che un partito che dovrebbe essere di sinistra usi come valori la competitività globale che significa distruzione dei diritti, significa capacità di ridurre i salari, di precarizzare l’intera esistenza degli esseri umani. Eppoi, perché mai dovremmo adottare come modello quello americano che è quello della città opulenta in cui muoiono di fame ai bordi delle strade i clochard: chi l’ha detto che deve essere quello il modello?».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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