Padre Giacobbe Elia: "Una proposta: consacrare il Popolo della Famiglia al Cuore Immacolato di Maria"

06 maggio 2016 ore 13:06, intelligo
di Padre Giacobbe Elia 

Il senso della consacrazione in un mondo dissacrato...

L’ideologia al posto della teologia! Dio è morto e «noi l’abbiamo ucciso! Io e voi! Noi siamo i suoi assassini! Ma come potemmo farlo? Dove andiamo noi lontano da ogni sole? Dove andiamo, forse errando, in un infinito nulla? Non fa sempre più freddo? […] Dio è morto e resta morto, e noi lo abbiamo ucciso. Ma come troveremo pace, noi, assassini più di ogni assassino? Chi ci monderà di questo sangue? Con quale acqua potremo rendercene puri? Non dovremo noi divenire degli dei per esserne all’altezza? Mai ci fu evento più grande e chiunque nascerà dopo di noi apparterrà, perciò stesso, a una storia più alta di ogni altra trascorsa, la storia degli uomini che hanno ucciso Dio» (F. Nietzsche). 
La “morte di Dio” non ha però sprigionato luce, verità e libertà, ma ci ha lasciati schiavi della Menzogna in un mondo sempre più buio e bagnato di sangue intriso di odio, anche contro il nostro stesso futuro: i nascituri innocenti. Per questo il Dio vivente ha mandato in nostro soccorso la sua (e nostra) santissima Madre. 
Perché lei? Perché lei, dopo Cristo, è il Suo dono eccellente e la presenza più rassicurante. In cambio della sua invincibile protezione ha chiesto due cose. Al Santo Padre e ai vescovi in comunione con lui di consacrare la Russia al suo Cuore Immacolato e a noi, singolarmente, di consacrarci a Lei e di offrirle ogni giorno la preghiera del santo Rosario. Lo ha fatto a Fatima nel 1917, in quella che il filosofo Jean Guitton così presenta al freddo Paolo VI: «Santo Padre, Fatima è più interessante di Lourdes: è insieme cosmica e storica [...] è legata alla storia della salvezza, alla storia universale». 
Padre Giacobbe Elia: 'Una proposta: consacrare il Popolo della Famiglia al Cuore Immacolato di Maria'
Ma che cos’è la consacrazione? È l’atto con cui una persona
(o una cosa) viene separata dal suo mondo per essere riservata a Dio con un legame nuovo e più intimo. «Consacrare» vuol dire, infatti, «rendere sacro». Di conseguenza, per in cristiano «consacrarsi» significa consegnarsi a quell’ordine di cose separato, riservato e inviolabile che è proprio del Dio tre volte santo. Ogni consacrazione ammette dei gradi e impegna un ulteriore intervento di Dio e una responsabilità, più matura e consapevole, da parte dell’uomo. Rileggere il discorso che Mosè rivolse a Israele può aiutarci a comprenderne la portata: «Tu hai sentito oggi il Signore dichiarare che Egli sarà il tuo Dio, ma solo se tu camminerai per le sue vie e osserverai le sue leggi, i suoi comandi, le sue norme e obbedirai alla sua voce. Il Signore ti ha fatto oggi dichiarare che tu sarai per lui un popolo particolare, come egli ti ha detto, ma solo se osserverai tutti i suoi comandi; Egli ti metterà per gloria, rinomanza e splendore, sopra tutte le nazioni che ha fatte e tu sarai un popolo consacrato al Signore tuo Dio com’egli ha promesso” (Dt 26,17-19).
Le apparizioni della Madonna a Lourdes e a Fatima furono scandite dalla recita del Rosario, la preghiera consegnataci dalla Vergine come antidoto a tutti i mali che ci affliggono, e dalla sua apparizione come “Madonna del Carmelo”, il monte mistico del profeta Elia. 
A Lourdes le visioni si chiusero il 16 luglio, festa della Madonna del Carmine e questo particolare fu notato da santa Bernardetta, che volle vestire lo Scapolare per tutta la vita. A Fatima le apparizioni si conclusero con la visione della Madonna del Carmine e Lucia, fattasi finalmente monaca Carmelitana Scalza, disse che nel messaggio della Madonna “il Rosario e lo Scapolare sono inseparabili” segni della sua benevolenza e della nostra consacrazione (Cf. Giacobbe Elia, Le Preghiere della Tradizione Cristiana, Verona 2009).
Lo capì bene Giovanni Paolo II che, appena svegliatosi dall’intervento chirurgico d’urgenza per l’attentato subito il 13 maggio 1981 dal killer turco Ali Agca, chiese ai Padri Carmelitani di via della Conciliazione lo scapolare della ss. Vergine e il 13 maggio dell’anno successivo andò pellegrino a Fatima per ringraziarla di averlo conservato in vita. In quell’occasione, volle esprimerle la sua riconoscenza consacrandole il mondo (ma non la Russia, come lei chiedeva!) e facendo incastonare nella sua corona la pallottola che lo aveva colpito e quasi ucciso, se, “per evitare gli organi vitali”, non si fosse “mossa, nel ventre, a zig zag”, tracciando un percorso “assolutamente anomalo e inspiegabile”, come ebbe ad osservare il Prof. Crucitti che l’operò. Il papa polacco ritornò a Fatima il 13 maggio 2000 per proclamare beati Francesco e Giacinta Marto e per annunciare alla fine di quella cerimonia, per bocca del suo Segretario di Stato, che la terza parte del segreto sarebbe stata finalmente rivelata. Il cardinale Angelo Sodano anticipò preoccupato: 
«La visione di Fatima riguarda soprattutto la lotta dei sistemi atei contro la Chiesa e i cristiani e descrive l’immane sofferenza dei testimoni della fede... È una interminabile Via Crucis» (Cf. Giacobbe Elia, Il segreto di Fatima. Salvati da una profezia, SugarCo, 20122, pp.162; 186).
Noi stiamo vivendo questa dolorosa via Crucis, che oltre a bagnare con il sangue dei nostri fratelli il mondo, sta mortificando tutta la nostra terra che, dimentica dell’enorme patrimonio spirituale e culturale generato dalla fede, sempre più si va secolarizzando, rimanendo vittima dello “smarrimento della memoria e dell’eredità cristiane, della paura nell’affrontare il futuro, della frammentazione dell’esistenza, del crescente affievolirsi della solidarietà, del tentativo di far prevalere un’antropologia senza Dio e senza Cristo”, che inevitabilmente porta all’ “offuscamento della speranza” e, dunque, alla morte, come notava con tristezza lo stesso Giovanni Paolo II. 
Perché dunque non consacrare il neonato Popolo della Famiglia al Cuore Immacolato di Colei che ha in mano le sorti della Chiesa e del mondo e perché non farlo il 12 maggio, ai primi vespri della sua apparizione a Fatima?
autore / intelligo
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