L’UE riparte da Roma con Junker e Tusk. E Renzi: “Roma vi abbraccia e vi provoca”

06 maggio 2016 ore 15:28, intelligo

di Marina Simeone

Giornate di riflessione sull'Europa tra giovedì e venerdì. Lo ricorda Matteo Renzi nella sua e-news: "Giovedì e venerdì - scrive - intense giornate di riflessione sull'Europa con la presenza in Italia dei principali leader europei, da Juncker alla Merkel, da Tusk a Schulz e la consegna del premio Carlo Magno a Papa Francesco. Intendo cogliere questa opportunità per rilanciare con forza le proposte italiane sulla immigrazione e sulla crescita. Per tornare forte e autorevole, l'Europa deve cambiare radicalmente la politica economica e la strategia con l'Africa. Noi ci siamo, pronti a fare la nostra parte". In Campidoglio sono intervenuti al dibattito sullo stato dell’Unione Jean Claude Juncker, del Parlamento, Martin Schulz, e del Consiglio, Donald Tusk,  subito provocati dal premier Renzi: “Roma vi abbraccia, ma vi provoca”.

L’UE riparte da Roma con Junker e Tusk.  E Renzi: “Roma vi abbraccia e vi provoca”
Nella Sala degli Orazi e dei Curiazi, dove furono firmati i Trattati che segnarono l’inizio del percorso verso l’attuale Ue, riparte o tenta di ripartire l’istituzione europea. Una ripartenza che a dire di Renzi deve avvenire su tre fronti: “Quello culturale, quello dell’immigrazione e quello dell’economia”. Il premier ha invitato tutti a considerare il “Migration compact”, la manovra italiana sull'immigrazione, e ha ringraziato Juncker “perché ha richiamato tutti i capi di stato e di governo a essere seri”. I leader europei non hanno colto nessuna delle provocazioni renziane ed unico è stato Schulz, socialista europeo, il numero uno dell’emiciclo di Strasburgo, ad aver sottolineato come “in alcuni Stati membri ci siano governi che chiedono sacrifici ai genitori di oggi per salvare le banche mentre i loro figli sono disoccupati. Non è questa l’Europa che i cittadini vogliono vedere”. Un commento isolato il suo, per il resto il dibattito si è concentrato sul tema dei nazionalismi e dell’immigrazione.

Parole di conforto e approvazione per il “Migration compact” italiano, ma di perplessità sul persistere dei nazionalismi. E’ lo stesso Juncker ad aver ammesso che il problema delle resistenze che sta incontrando l’adozione di un’agenda comune per l’immigrazione è che “l’opinione pubblica è ancora troppo nazionale e poco europea”. Nelle parole di Juncker il riferimento neanche troppo velato è a quei capi di stato che cavalcano l’onda europeista quando c’è da prendere e si scoprono “europeisti part-time” quando c’è da dare.

Il presidente dell’Istituto universitario europeo di Firenze Joseph Weiler ha moderato il dibattito sul tema dei candidati designati per la presidenza della Commissione europea per il Parlamento di Strasburgo, su cui ancora una volta Shulz si è espresso come voce critica: “Impensabile che il Parlamento, una volta conquistato questo potere” sull'indicazione del presidente della Commissione “possa pensare di cederlo”. Con lui questa volta Juncker che si è mostrato favorevole a ripetere l’esperienza: “Alle prossime elezioni i cittadini sapranno che se votano per un partito e quello vince le elezioni potrà esprimere il presidente della Commissione”.

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