Dalla gaffe a Trump mangia-tacos: foto social e ira ispanica

06 maggio 2016 ore 15:59, intelligo

di Marina Simeone

Il versatile Trump, il provocatore Trump, il miliardario che si gloria delle proprie ricchezze è oramai candidato alla corsa alla casa Bianca e cambia strategia, impersonandosi a “Presidente” di tutti. Il tentativo mal riuscito lo riprende in uno scatto postato su tweet mentre mangia un piatto di "taco bowls", nelle sue Trump Tower. Il contenuto del tweet è un chiaro corteggiamento agli elettori ispanici, piuttosto maltrattati agli esordi della sua campagna elettorale: “I migliori taco bowls sono al ristorante della Trump Tower, amo gli ispanici!".

Dalla gaffe a Trump mangia-tacos: foto social e ira ispanica
Non sembra tuttavia che gli Ispanici abbiano dimenticato il Trump che li ha accusati di essere "criminali" e "stupratori" e nemmeno il Trump che ha affermato di voler portare 12 milioni di immigrati senza documenti a costruire sul confine con il Messico un muro, facendo poi pagare il conto a Città del Messico. Ad aggravare la sua posizione il soddisfacimento della curiosità della  CNN che, probabilmente colpita dall’immagine di Trump, ha voluto verificare la veridicità del gusto culinario del leader repubblicano e il risultato è stato deludente. La Cnn ha svelato come la pietanza mostrata da Trump si chiama "Taco fiesta" che, in una recensione dei migliori beef taco di New York viene definita "un insulto ai messicani come le affermazioni di Trump". Insomma Trump ha scatenato un ulteriore polemica di cui potrà gloriarsi l’avversario democratico, che custodisce i voti in maggioranza degli ispanici; è Hillary infatti a guidare su Bernie Sanders per 2 a 1. La campagna anti immigrazione di Trump ha avuto risultato immediato ed un sondaggio di febbraio realizzato da Washington Post-Univision ha parlato addirittura di un 70% di ispanici a dichiarare di avere una immagine molto sfavorevole del miliardario newyorkese. 

La popolazione latina in America è in continua crescita e nelle elezioni del passato questa comunità in espansione è stata spesso decisiva: rammentiamo le elezioni del  2004 di George Bush, che ha ottenuto un consenso record per un repubblicano, mentre nel 2008 e nel 2012 Barack Obama ha ottenuto percentuali quasi plebiscitarie in questo gruppo demografico. Ora la radicalizzazione del messaggio politico voluta dalla iniziale strategia di Trump, rischia di divenire la sua condanna a lasciare alla Clinton la poltrona ambita, a meno che l’indomabile Trump non riesca a convertire in corsa il suo messaggio.

 

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