Cautela di Padoan: “Non intaccare sostenibilità pensioni”. E a Ue “conti pubblici ok”.

06 maggio 2016 ore 17:26, intelligo

di Marina Simeone

 Parole di speranza del ministro Pier Carlo Padoan, a Radio Anch'io, intervistato sul sistema pensionistico italiano, sulle tasse e su altri temi di attività economica. “Il sistema previdenziale italiano è tra i più sostenibili e solidi d’Europa – ha sostenuto – per questo non bisogna indebolirlo, anche in ragione del fatto che i mercati devono credere alla sostenibilità del Paese e un sistema pensionistico solido fa parte di questa sostenibilità”. 

Cautela di Padoan: “Non intaccare sostenibilità pensioni”. E a Ue “conti pubblici ok”.
Nel prosieguo dell’intervista tuttavia la speranza di Padoan si tramuta in cautela soprattutto nell’affrontare il nodoso tema della riduzione del prelievo fiscale: “C’è un quadro generale di compatibilità, che va difeso, perché è un bene per l’Italia. Questo è il compito del ministro dell’Economia. La riduzione delle tasse è e rimane uno dei pilastri della politica del governo, ma la tempistica è quella nota, non bisogna affrettare i tempi, non bisogna prendere misure fuori contesto, questo almeno è il compito del ministro dell’Economia, ovvero ricordare che c’è un quadro generale di compatibilità dei conti che va difeso perché è un bene per l’Italia. “

Tempistica nota e austerità non escono dal vocabolario del Ministro dell’economia e ribadisce che “L’Italia non ha niente da rimproverarsi perché è uno dei Paesi che sta facendo più riforme strutturali e ha anche uno dei maggiori avanzi primari di bilancio pubblico”; che “stiamo crescendo e abbiamo conti pubblici sostenibili”. Ma anche che “Francamente non capisco queste critiche” – rispondendo alle ultime e non sole perplessità del presidente della Bundesbank Jens Weidmann – ammette inoltre che - Il fatto che il debito pubblico scenda ma più lentamente di quanto auspicabile «non dipende da noi». “Se il confronto è con L’eurozona l’Italia ha il più basso deficit, con conti pubblici in regola” - a detta del Ministro che e aggiunge -  “Se il debito scende troppo lentamente è solo perché non c’è inflazione essendo la crescita nominale che conta.”

 

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