Il grande occhio dell’America sul Conclave. Borsino su per Ouellet

06 marzo 2013 ore 15:49, Alessandra Mori
Il grande occhio dell’America sul Conclave. Borsino su per Ouellet
Nessuna data certa ancora per il Conclave. I cardinali riuniti in preconclave non hanno ancora deciso. Padre Lombardi si affretta a dire che «non c’è ancora una data per il Conclave perché da parte del collegio cardinalizio si sente molto bene la volontà di una preparazione non affrettata. In questo senso non è apparso opportuno fare una votazione sul Conclave»
. Quindi conclude puntualizzando: «Sarebbe stata una forzatura rispetto alla dinamica della riflessione». Sempre Padre Lombardi spiega che il profilo del pontefice sarebbe stato delineato in preconclave. Oggi, dunque, 18 i cardinali intervenuti (51 intervenuti in totale nelle quattro Congregazioni) si è affrontato il problema della Chiesa nel mondo di oggi, della nuova evangelizzazione, dei rapporti tra Santa Sede e dicasteri. Ma in realtà dietro questo ritardo ci sarebbe lo strappo dei cardinali americani. Importante riportare cosa ha dichiarato a La Stampa l’arcivescovo di Boston O’Malley alla guida della lista americana dei papabili. «Ci sono ancora troppe questioni da discutere e molte persone da conoscere. È presto per entrare in Conclave: è vero che per Pasqua vorremmo essere nelle nostre diocesi, ma stiamo facendo una scelta storica e dobbiamo prenderci tutto il tempo necessario». Ma cosa c’è al di là della dichiarazione? Sembra che al contrario degli italiani i cardinali stranieri optino per la tattica attendista, prendono più tempo per capire e dicendo, nota di rilievo, di volere conoscere i risvolti dell’inchiesta su Vatileaks. Si va forse accreditando l’interpretazione che per risolvere i problemi della Chiesa sia “necessario” un capo spirituale esterno. In ogni caso da oggi è ancora più chiaro che dietro la scenografia dei grandi preparativi del Conclave c’è l’occhio molto vigile dell’America. Poco fa il cardinale Ouellet, nella sua intervista con la radio canadese riportata da Vatican Insider, ha evocato il gesto «rivoluzionario» di Benedetto XVI, considerandolo in linea con la modernità, come alcuni richiedono da tempo alla Chiesa cattolica. Non rinuncia poi a pronunciarsi sui temi caldi del Conclave. Ritiene che Vatileaks sia stato un «calvario » per Benedetto XVI, in fondo, dice, si è sentito «tradito». Secondo il cardinale il Papa non ha rinunciato a causa di questo fatto ma tuttavia anche questa vicenda ha avuto un peso. Il cardinale canadese sostiene infine che «il successore di Benedetto prenderà la chiesa in mano con il desiderio di governare, di ordinare, e soprattutto per continuare la purificazione che Benedetto XVI ha iniziato sul serio». Da evidenziare che il canadese è indicato come molto papabile.
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